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30 dicembre 2008

9 3 scene di ordinario razzismo

SCENA PRIMA:
Mattina presto sul tram, i 20 minuti canonici di attesa alla fermata e poi tutti su schiacciati come sardine.
Sale anche una tizia sui 35 anni, già sul nervosetto andante e chiaro esemplare di imbranata (appartenendo anch'io alla categoria riconosco a prima vista). Mi ficca una gomitata nello stomaco cercando di estrarre il biglietto e poi tenta coraggiosamente di farsi largo tra la folla per timbrarlo.Ce la mette tutta ma non può farcela, il muro umano è insuperabile. Nei suoi occhi si legge la disperazione, è sicura che a causa del destino infame e della gente che è cattiva oggi prenderà una multa. Provvidenziale una mano spunta dal mezzo del marasma: è un ragazzo - credo rumeno - che si fa passare il biglietto e glielo timbra. L'imbranata è a disagio e ringrazia ma si vede che non è convinta. Il tram arriva alla fermata successiva, tutti fanno per scendere ma all'improvviso c'è un grido acuto e inquisitore. "Fermi tutti, non scende nessuno che mi hanno rubato il portafoglio" A parlare è l'imbranata che punta dritto verso il rumeno con un'aria severa ma compiaciuta. Nella sua testolina le si è chiarito il perchè di quell'inattesa gentilezza. E secondo me già sta pensando alla deposizione per la polizia, perchè la punizione dovrà essere esemplare. Fortunatamente la polizia non c'è stato nessun bisogno di chiamarla perchè l'imbranata, incapace di stare in piedi senza reggersi, il portafoglio me l'aveva fatto cadere praticamente sui piedi durante uno dei suoi mille contorcimenti.


SCENA SECONDA:
Intorno all'ora di pranzo, fuori dall'ufficio. Una tizia sciapa dice "Non sapete cosa mi ha combinato mia sorella! Si è fidanzata con un albanese. Non sappiamo più cosa fare con lei". Coretto di riprovazione generale e tutti che ne vogliono sapere di più su questo bellimbusto che si permette di fare lo splendido con le nostre donne. "Mah...è alto, biondo, occhi azzurri" Mmh...delle 2 sorelle quale sia la più furba io penso di averlo già capito (sigh!)


SCENA TERZA:
Di ritorno a casa, in treno. Viaggio estenuante perchè nella carrozza ci sono tranquillamente 40 gradi. Arriviamo alla mia stazione e c'è un po' di gente che deve scendere. Ci sono anche 2 ragazzi nord-africani che si salutano con affetto e si scambiano gli auguri di buon anno. Bacio sulla guancia, un po' di salamalecchi...insomma com'è costume da loro. Dietro di loro 2 megere scalpitano e non perdono tempo per (e)ruttare un astioso "alùra" (che, come intuirete, in bergamasco significa "ma allora, vi muovete?"). Fossero stati 2 italiani sicuramente non avrebbero aperto bocca, anzi assai probabile che avrebbero guardato il quadretto compiaciute con cuore di mamma. Ma si vede che se sei extra-comunitario il diritto ad un "Buon Anno" te lo devi guadagnare.

2 l'oroscopo di palbi

Le stelle hanno parlato chiaro: il 2009 sarà l'anno dell'acquario
Trattasi di autentico trionfo! In amore non solo troverò l'anima gemella ma a quanto pare non dovrò neanche fare lo sforzo di corteggiarla...basterà schioccare le dita come faceva Fonzie. E sul lavoro non è che le cose andranno semplicemente bene ma addirittura mi riuscirà qualsiasi impresa che mi passi per la testa di tentare...capito? Q-u-a-l-s-i-a-s-i!
Da quando l'ho sentito devo ammettere di essere un po' dibattuto.
Sacrifico la ragion pura per opportunismo o resto ancorato ai principi illuministi ignorando la spinta propositiva delle profezie che, lo sanno anche i bambini, hanno una certa tendenza ad avverarsi da sole?
Insomma, è più stupido credere all'oroscopo oppure non crederci visto le meraviglie che mi prospetta per il prossimo anno?

25 dicembre 2008

4 Merry Xmas

Buon Natale a tutti!
E cliccate qui ...che penso non ve ne pentirete :)

20 dicembre 2008

7 Volenterosa Commessa lo sconto te lo deve fare

Oggi pomeriggio entro da Bloomingdale's per fare l'ultimo regalo che mi manca.
Mi dice subito culo perchè sulla categoria merceologica a cui sono interessato c'è uno sconto del 15%. Notare l'accortezza con cui parlo di categoria merceologica per non dare nessun indizio sul regalo...troppo un maestro del regalo a sorpresa. Insomma giro un po' per il negozio, visito i corner delle diverse marche, chiedo il prezzo di qualche articolo e finalmente trovo quello che stavo cercando. Vado dalla volenterosa commessa e le mostro quello che vorrei comprare.

Volenterosa commessa: Ah gran gusto, ottima scelta
Palbi: mmh, beh grazie sa non è che me ne intendo ma se uno cosa è bella...
Vc: bene bene, ce l'ha una carta Bloomingdale?
P: e no, sa quella lì è una cosa + da femmine k noi maschi non siamo così organizzati con lo shopping
Vc (con tono complice): allora la facciamo adesso che c'è un'extra sconto del 15%
P: caspita, così arrivo al 30% (lo so, lo so tecnicamente sarebbe il 27 e rotti ma 30 è per capirci)
Vc: esatto! mi dai il social security number?
P: mmh, beh quello non ce l'ho
Vc (esterrefatta): ma come non ce l'hai?
P: eh non ce l'ho! Se vuole le posso dare carta d'identità, patente (scaduta dal 2006), carta di credito italiana, bancomat americano.
Vc (rimboccandosi le maniche): ok, ok provo a chiamare il mio superiore e vediamo se si puo' fare

Segue telefonata di una ventina di minuti dove Vc cerca di intercedere per me adducendo motivazioni di ogni tipo, ma non c'è niente da fare il superiore è irremovibile
Io sono pronto a mollare ma Vc non si dà per vinta, mi guarda con aria ancora più complice e fa: Se giri a destra, sali un piano, giri a sinistra e poi vai sempre dritto trovi il banco dei visitatori. Ecco adesso vai là gli dici che 6 in visita alla città e ti danno un coupon dell'11%
P: ma davero?
Vc: verità è!

Mi reco al suddetto banco dei visitatori e con fare mafiosetto dico...sa un amico mi ha detto che posso avere un coupon. Vc non mentiva. Prendo il coupon dell'11% che sommato al 15% di partenza porta ad un totale del 26% (ok, ok un po' meno per gli amanti della matematica) e torno al negozio. Ringrazio Vc e lei dopo aver contraccambiato mi fa: Mi raccomando adesso torna su al banco visitatori che c'è un regalo per te
P: un regalo? x me? ma che è? Natale? (in effetti)

Alla fine, anche se il regalo era uno schifosissimo portachiavi, io con la Volenterosa commessa sento di averci un debito. Ah il Natale, che fatica il Natale

19 dicembre 2008

3 anobii sentenzia

Hai letto 4 libri quest'anno per un totale di 1,502 pagine!
Non ho ancora deciso se la cosa mi mette a disagio o semplicemente mi stupisce.
Ok che il 2008 è stato un anno decisamente fuori dall'ordinario, quando leggo in inglese sono una tartaruga e anobii parla a vanvera perchè mi sono appena fatto il conto e ricordo chiaramente di averne letti almeno 6...ma anche così resta una caporetto intellettuale.

18 dicembre 2008

3 gli ultimi 25 gg al cinema

25...avete letto giusto. 25!
La vita sociale qui è ridotta a un lumicino e persino al cinema sono riuscito ad andarci con difficoltà. Ad ogni modo ho visto questi 2 bei film. Entrambi interpretati in maniera magistrale da un cast di stelle e con sceneggiature spaziali...ma diretti, purtroppo, con una mano un po' incerta (almeno secondo me).






14 dicembre 2008

7 il natale ti prosciuga

Il Natale prosciuga: portafoglio, testa ed energie. Però una volta all'anno si può anche fare, no?
Sono tornato adesso dall'artigiano in fiera (non c'è mica solo a Rho Pero!) e la notizia principale è che sono tutto intero, non ho trovato da dire con nessuna petulante vecchietta che cercava di passarmi davanti e soprattutto non ho rotto niente di quello che c'era in esposizione...tutte e 3 cose che - chi mi conosce purtoppo lo sa benissimo - potevano tranquillamente succedere in una circostanza del genere. Detto questo, mi spingo oltre e vi dico addirittura che la mattinata mi è passata abbastanza. Le vecchiette c'erano - a centinaia - ma non erano per niente petulanti, le cose esposte erano per la maggior parte di ottima fattura e comunque originali, i prezzi + da boutique che da mercatino ma quello lo si sa rientra un po' nella premessa di questo post.
E soprattutto adesso sono quasi alla fine della mia lista di regali. Altri 2 e sono un uomo libero. Prosciugato, come si diceva, ma libero!

13 dicembre 2008

0 Good Night Lucy - Countdown

ehi, se siete a Milano, vi ricordo che la festa è esattamente tra 4h!!!
Andate qui per tutti i dettagli

7 dicembre 2008

15 l'alberello di natale





Lo so che è un po' rachitico, pende un cicinin da una parte e gli manca lo spuntone...però tutto sommato è bellino il mio alberello, no?

6 dicembre 2008

7 a kind of magic

E' il primo sabato di dicembre. C'è chi sceglie il suo albero di Natale dai banchetti spuntati all'improvviso agli angoli delle strade e chi esce dai negozi con le borse cariche dei primi regali.
In un piccolo cinema di downtown c'è una proiezione di Amarcord. Pensavo di trovarci solo una dozzina di appassionati. Invece la fila per comprare i biglietti comincia gia' sul marciapiede e la sala è piena in ogni ordine di posti. La gente prova a tenere la voce bassa ma c'è lo stesso gran fermento e un'atmosfera allegra. Poi comincia il film e per due ore c'è posto solo per la magia di Fellini.
L'affresco mirabolante di un'Italia ingenua e gaudente, acciecata dal fascismo ma che riesce a rimanere schietta e genuina. Il ritratto di un paese della provincia romagnola che sembra una specie di circo visto con gli occhi di un bambino pieno di fantasia. Una serie di immagini visionarie e indimenticabili: dalle manine portate dal vento che annunciano l'inizio della primavera allo zio matto che sale su un albero da dove grida per ore un disperato "Voglio una donnaaa...." ; dall'inesperto liceale svezzato dalla giunonica tabaccaia che lo soffoca con le sue tette gigantesche al poetico pavone che come in un sogno compare nel mezzo della grande nevicata.
Quando il film finisce la sala scoppia in un applauso: inatteso e spontaneo. E poi quando usciamo per strada ci sorprende una nevicata proprio come in una scena del film. E allora 200 persone si guardano tra di loro con uno sguardo complice perchè non sanno più se sono nella pellicola o per le strade di New York...se c'è mai stata differenza.

1 dicembre 2008

12 9 cose su boston

Originariamente doveva essere il classico post in 10 punti, ma mi è venuto un po' stitico :)
  • Sgombriamo subito il campo dai dubbi: Boston è splendida. Assomiglia ad una città europea con i grandi quartieri residenziali e gli spazi verdi eppure è al 100% americana con uno skyline non proprio vistoso ma sicuramente elegante (questa foto l'ho presa da internet, neh)
  • Viaggiare il giorno del Ringraziamento non è una grossa idea. Non tanto per il viaggio in se stesso che quello tutto sommato è gradevole: i biglietti sono scontati, c'è un sacco di spazio per spapparazzarsi sul sedile e tra i passeggeri si forma quel senso di solidarietà che c'è tra gli sfollati. E' l'arrivo che è traumatico. Locali, pub, ristoranti...tutto chiuso! Sicuro non mi aspettavo la calca del sabato sera ma per una mezzoretta ho avuto quasi paura di dover andare a letto senza cena!
  • Downtown è attraversata da una linea di mattoni rossi che si chiama Freedom Trail e collega tutti i siti di principale interesse storico. Lo so, lo so...super cheesy, ma anche molto comodo per chi ha a disposizione soltanto un paio di pomeriggi e non può permettersi di perdere troppo tempo andando a tentativi. Tra l'altro di cose da vedere ce n'è parecchie perchè Boston è stata, prima, il teatro principale della lotta per l'Indipendenza americana e, più tardi, uno dei fronti più esposti nella battaglia abolizionista. Conosco assai poco di entrambi gli argomenti ma prometto di documentarmi
  • La metropolitana si chiama T (cosa che io trovo assai spassosa) e il biglietto Charlie Card (cosa che trovo ancora più spassosa)
  • Nonostante sia a poche ore di macchina da NY, Boston è una città incredibilmente omogenea dal punto di vista etnico. Pochissimi neri, niente ispanici (!) e tanti, tanti, tanti irlandesi, con irish pub che spuntano a ogni angolo della strada come la gramigna. Io mi stupisco di come ancora oggi nel 2008 (quasi 2009) ci sia gente felice di rinchiudersi in posti oscuri con nomi tipo La caverna del cantore celtico, Alsgaard (scritto con parecchie a), Ubriachiamoci e poi gioiosamente facciamo a cazzotti, etc...
  • Lo spettacolo del Blue Man Group è assolutamente sensazionale: ispirato, intelligente eppure divertente in modo irresistibile. Guardate questo filmato per farvi un'idea

  • I bostoniani sono estremamente orgogliosi di una sit-com intitolata Cheers e ambientata in un piccolo bar su Beacon Street (dove ancora oggi si puo' fare una discreta colazione). Vi riporto la cosa solo perchè io di questo Cheers non avevo mai sentito parlare...e non conoscere un telefilm di culto (anche se dei primi anni 80) mi ha lasciato assai sorpreso. O in Italia non è mai arrivato oppure lo trasmettava la rai (che per un ragazzino cresciuto in Lombardia negli anni 80 è un po' la stessa cosa)
  • Nel nord della città c'è un quartiere italiano. Molto più grazioso, molto più genuino e dove si mangia molto meglio che a Little Italy. Certo, invece di panino dicono panini (con la i per il singolare) e al posto di cannolo dicono cannoli pure lì...ma nessuno è perfetto
  • MIT e Harvard non potrebbero essere più diversi tra loro. L' MIT è concreto, essenziale, forse un po' grigio. Pero' ha anche una vena incredibilmente visionaria (e nerd) che trova la sua massima espressione nel delirante edificio che ospita il centro informatico. Harvard, invece, è esattamente come uno se la aspetta, con la sua aria da collegio di alto rango: imperiale, posh, magari un po' snob. Di studenti non ne ho visti in giro perchè era un week-end di vacanze ma è facile immaginarsi quelli dell'MIT che indossano occhiali spessi con la montatura nera e improbabili maglioni comprati della mamma e quelli di Harvard con un cardigan bianco e la giacca dell'uniforme viola. Ok, ok adesso sto un po' esagerando...alla fine saranno ragazzi di 20 anni che si vestono come tutti i loro coetanei ma nel profondo un po' così ci si devono sentire perchè quelli sono edifici capaci di infondere il loro spirito in chi li abita quotidianamente...è una cosa che si percepisce
  • Dopo tanti mesi che sono qui il fatto che sia riuscito a visitare soltanto Philadelphia e Boston grida vendetta! Dal 2009 si cambia musica perdincibacco

30 novembre 2008

5 Thanksgiving Parade

Assieme al tacchino e alle riunioni familiari una delle tradizioni del Thanksgiving e' la parata che tutti gli anni percorre la citta' dall'Upper West Side giu' fino a Herald Square. Bella e', non dico mica niente. Tutti con le bocche spalancate a guardare i palloni aerostatici che fluttuano a 10 metri dal terreno , i bambini che vanno in visibilio...insomma gran festa. Almeno per quelli che decidono di alzarsi alle 6 del mattino e occupano ogni centimentro di marciapiede ostruendo la visuale a chiunque abbia l'ardire di presentarsi dopo le 10. Fortunatamente il sottoscritto non sara' certo mattiniero ma grazie al suo notorio talento di fotografo è riuscito a documentare l'evento con una serie di scatti d'autore, tipo: il sederino di Hello Kitty, Dora (senza Diego), un coniglio rosa, l'astronauta di Toy Story dietro a un palo e naturalmente il mio preferito Pikachu con la sua sfera Pokè (in 2 foto diverse).

24 novembre 2008

13 Gli ultimi 15gg al cinema

Questo giro mi ha detto bene: film europei, piccoli budget ma grazie al cielo un sacco di idee da servire sul piatto

Tell no one (Ne le dit a personne) è un thriller uscito in Belgio nel 2006 e sbarcato qui solo quest'anno. Ai filmoni hollywoodiani gli dà le pista quanto a suspence e colpi di scena. Come uno di quei romanzi da ombrellone dai cui non riesci a staccare gli occhi anche se davanti c'e' il mare che ti chiama



Happy Go Lucky, invece, è un film inglese, la cui protagonista , Poppy (sì, si chiama proprio Poppy) è una specie di incrocio tra Bridget Jones ed il Candido di Voltaire. Delizioso pure questo

22 novembre 2008

12 Settimana marrone

Se dovessi scegliere un colore per questa settimana indicherei senza dubbio il marrone (nella sfumatura di cui leggevo poco fa sul blog di bostoniano):
  • lunedì, mi sono perso quasi tutta la puntata di Gossip Girl perche' ero bloccato in ufficio
  • martedì, dopo una soffiata dei miei genitori (!) l'agenzia delle entrate si ricorda di me ed entro fine mese reclama un arretrato da 2k
  • mercoledì, carico di speranze, vado a un concerto cross-over di musica da camera ed elettronica. Noioso non e' una parola che esprime bene la fatica che ho fatto per tenere gli occhi aperti e non russare!
  • giovedì, acconsento a trascinare le suole delle mie scarpe in una discoteca (per la seconda volta da quando sono qui) ed incappo in un'agghiacciante serata over 40
  • venerdì come il più papavero dei turisti entro in una steak house del meatpacking e ne esco spennato di $70
  • sabato (10 minuti fa), un tassista dopo avermi quasi investito pensa bene anche di mandarmi a quel paese.
E ce ne sarebbero ben altre da raccontare...ma che vi devo dire? Speriamo nella domenica

17 novembre 2008

8 Good Night Lucy

Come PR riconosco di non avere la minima credibilita'.
Questo giro pero' ci posso mettere la mano sul fuoco.

Se la sera del 13 dicembre siete a Milano la cosa migliore che potete fare per festeggiare Santa Lucia (ed il sabato sera) e' andare a questa festa in una villa fichissima nel cuore della citta'

Ingresso gratuito, free drink (sì sì, bevete a sbafo) e se volete lasciare una mancetta (cazzo una mancetta la vorrete pure lasciare) il ricavato va a favore di Emergency.
Gli organizzatori non volevano neanche che lo dicessi perche' lo scopo della festa e' DIVERTIRSI, ma io ce la metto lì lo stesso che sapete che se nn introduco una nota di pesantezza anche nell'argomento + spassoso non sarei palbi.

L'invito e' rivolto soprattuto a voi i miei cari debosciati meneghini: margotmood, pizzulata, robys etc... Tirate fuori il vostro animo da animaletti festaioli, la vostra santissima tendenza al trastullo e fatevi un brindisi (almeno il primo) alla mia salute.

Qui c'e' la mail se vi servono maggiori informazioni: goodnightlucy@gmail.com
Qui tutti i dettagli logistici
Sabato, 13 dicembre 2008 ore 10:00-03:00
Villa Escandar, via Monferrato 6 Milano

E se volete sbirciare sul Faccialibro, c'e' la lista di chi ha gia' confermato la sua partecipazione.

16 novembre 2008

3 fuori posto

Oggi mentre sfogliavo una rivista mi sono imbattuto in un paio di annunci che mi hanno lasciato di stucco
Hai tra i 21 e 34 anni e vuoi guadagnare fino a $8,000 al mese? Dona i tuoi ovuli alla New York University!

Ti fai in vena ma sei in buona salute? Aderisci alla nostra ricerca! Le spese per le dosi ed il trasporto sono a carico nostro

Francamente non è il contenuto che mi fa rimanere male...tutt'altro direi.
Sono piuttosto la collocazione di questi annunci - pubblicati a poca distanza dalle profferte maliziose delle massaggiatrici orientali - ed il tono generale, che non sarà quello scherzoso della mia traduzione ma forse è pure peggio nella sua fredda ricchezza di dettagli.

Va bene tutto...ma ogni caso ha il suo posto

3 un labirinto di libri

18 miglia (!) di libri che scorrono attraverso un labirinto di scaffali polverosi in un disordine assolutamente sublime. Lo Strand Bookstore, all'angolo tra la Broadway e la 12esima, è rimasto nella lista di quelle meraviglie NYesi di cui beatamente ignoravo l'esistenza fino a quando l'altro giorno non mi è stato segnalato da un provvidenziale commento di Fabrizio (aggiunto di diritto nel blogroll).

Aperto da oltre 80 anni, lo store è famoso soprattutto per i libri usati, ma sono disponibili anche le ultime novità con sconti che arrivano fino al 50% del prezzo di copertina. E poi al terzo piano, non accessibile dalle scale ma solo con l'ascensore, un'eccezionale raccolta di rarità (edizioni originali, vecchie copie incartapecorite scritte ai tempi dei bisnonni, romanzi autografati dagli autori, etc...). Non è la libreria dove si va per acquistare, ma un posto dove si torna quando si ha un po' di tempo libero per lasciarsi sommergere. D'altra parte, se state cercando un titolo, probabilmente non riuscirete mai a trovarlo in mezzo a quel delirio, ma se siete fortunati c'è la possibilità che il libro che vi cerca da tutta la vita trovi voi.

15 novembre 2008

1 gli ultimi 15gg al cinema

Promosso (senza entusiasmo)









Bocciato (senza pentimento)

12 novembre 2008

8 Gossip Guy

Stamattina dietro al mio ufficio giravano un episodio di Gossip Girl. E qui mi piacerebbe cominciare a raccontare una storiella divertente di me che mi fiondo sul set, strappo autografi divincolandomi tra le guardie del corpo e mi faccio fotografare con il cast. E invece no! Il vostro palbi se ne resta nel cubicolo fino all'1 e mezza sommerso dal lavoro e quando finalmente riesce a mettere fuori il naso le riprese sono praticamente finite. Tempo 10 minuti e stanno già smontando il set, le roulotte degli attori si allontanano sulla seconda e il quartiere si spopola.
Questa settimana non me ne va una dritta

11 novembre 2008

10 one of those nights

Vi dico solo che stasera sono di un umore che mi sono commosso a sentir questa

8 novembre 2008

9 Tudor City

Tudor City è una specie di cittadella abbarbicata su una piccola altura di Midtown East, proprio di fronte al palazzo delle Nazioni Unite. E' un posto sorprendente e un po' magico, fatto di vecchi palazzi che ricordano più Londra che New York. I rumori del traffico arrivano attutiti perchè l'accesso alle macchine è interdetto e l'unico modo per arrivarci è salire un paio di rampe di scale.
Ci sono una drogheria, frequentata in prevalenza da arzille vecchiette, un romantico ristorantino italiano che si chiama Convivio (di quelli che se ci portate la ragazza poi il risultato è garantito) e - cosa più buffa di tutte - un parchetto dove gli abitanti del quartiere coltivano delle verdure. Deve essere bello avere un orto nel cuore della metropoli!

4 Paese che vai Comandamenti che trovi

Sono appena tornato da Long Island City - che non è quella degli Hamptons ma un quartiere residenziale del Queens tutto sommato passabile, dove in giornate uggiose come questa si può camminare per interi isolati senza incrociare mai nessuno. Meta di oggi il capannone dei Deitch Studios per l'apertura di una mostra dedicata ai 10 Comandamenti di Keith Haring.

Il tema dei Comandamenti è del tutto inusuale per l'arte contemporanea. Haring ci si accosta con quella che a me è parsa una grande inquietudine mista all'ambizione di realizzare un'opera su scala monumentale. Le dimensioni dei pannelli (alti 7 o forse anche 8 metri) ti lasciano con la bocca spalancata e sembrano voler lanciare una sfida (o forse un tributo) agli inarrivabili affreschi rinascimentali che si trovano in tante delle nostre belle chiese.

Un'altra cosa che mi ha lasciato a dir poco sorpreso è stata la lista dei 10 comandamenti, perchè non erano mica quelli che mi aspettavo di trovare.
O per essere più precisi: erano quelli ma in ordine sparso e con una serie di postille e variazioni sul tema. Mi sono un po' documentato su Wikipedia e pare che le interpretazioni dei testi sacri differiscano leggermente a seconda della propria confessione. Se vi interessa l'argomento date un'occhio a questa tabella. Haring fa riferimento alla tradizione Talmudica.

7 novembre 2008

4 Letture assortite

Stasera ho scovato una fantastica libreria in St. Marks Pl. : inaudita accozzaglia di titoli improbabili accatastati in ordine casuale su scaffali polverosi.
In rapida sequenza si potevano trovare un trattato che dimostra in maniera inoppugnabile l'origine aliena del DNA umano, i best seller di Philip Roth, un manuale su come incrementare le dimensioni del pene (!) e astruse raccolte di meditazioni zen.
NY mi dà sempre soddisfazioni...persino nell'East Village.

6 novembre 2008

7 lupo ululì, castello ululà

Il traduttore italiano di Frankenstein Junior è un autentico genio!
Nella versione originale del film, la leggendaria
lupo ululì, castello ululà è un'insipida battutina che passa quasi inosservata

Inga: Werewolf! (un lupo mannaro!)

Dr Frankenstein: Werewolf? (un lupo mannaro?)

Igor: There. (di là)

Dr Frankenstein: What? (cosa?)

Igor: There, wolf. There, castle. (lupo di qua, castello di là)

5 novembre 2008

2 Nov 4th 2008

Da domani al lavoro per risanare questo paese in crisi (soprattutto di identita') ma ancora per un giorno lasciateci festeggiare

1 novembre 2008

12 l'amabile palbi vs. gli spiritosi vicini di casa

Il vostro palbi non solo si è adeguato di buon grado a questa cosa del "dolcetto scherzetto" ma preso da un raptus di generosità ingorda ha acquistato dolciumi per un valore complessivo di 48$
Manco da dire che, nonostante i miei sforzi di infilare nei cestini delle bertucce più roba possibile e una quota non trascurabile di consumo personale, la mattina dopo ne erano avanzati più della metà.
Non domo decido di ricorrere anch'io all'arma del bigliettino sulla cassetta delle lettere e scrivo una nota spiritosella e amabilissima dove dico:
I pretty much miscalculated my candy investment for halloween. If you call by at 5C at 5PM you're more than welcomed to get your extra share :)
Quanta piaciosa gentilezza! Che squisita cortesia! L'ennesima riprova, se ancora ce n'era bisogno, che il sottoscritto è un ragazzo da sposare!
Qualche ora dopo esco e ritrovo sotto al mio biglietto questo commento acidello
Candies are not an investment. Dental Health Education is
Ma quanta simpatia i miei vicini di casa! Che arguzia e ironia! Si sono salvati in corner solo perchè hanno messo uno smiley alla fine della frase (anche se, per dovere di cronaca, devo dire che mi sembrava una grafia diversa)

30 ottobre 2008

11 E' Halloween ma non rompiamo gli zebedei

I bambini del mio palazzo sono incredibilmente educati.
Anzitutto da 8 mesi che vivo qui non ne ho ancora visto uno, cosa di cui sono loro grandemente riconoscente. In secondo luogo, anche se domani è Halloween, romperanno le balle soltanto se debitamente autorizzati. Oggi, infatti, accanto alla cassetta della posta ho trovato un foglio da firmare per acconsentire a ricevere nel mio appartamento la visita di 3 barra 4 scimmiette. A questo punto ho una domanda: quando ti chiedono "Trick or Treat?" tecnicamente cosa gli devi rispondere ?

29 ottobre 2008

8 Bastoni e bandiere

Dall'Italia arrivano immagini agghiaccianti. La protesta studentesca che lascia il passo alle squadracce e alla provocazione fascista. Tutti a prendersi a randellate senza sapere neanche perchè. Con bastoni che hanno i colori della bandiera

7 Personal shopper

Ma a voi è mai successo che il commesso di un negozio vi chiami per ricordarvi che nel week-end fanno i saldi? Mi sa che lo dovrei aggiungere come postilla ai segni dell'apocalisse dello shopping che elencavo in questo post

28 ottobre 2008

8 Dall'Italia

Ogni viaggio, anche se breve, ha i suoi ricordi...per esempio questi qui:
  • Mio padre che al casello dell'autostrada ringrazia cerimonioso la vocina elettronica, pensando di avere a che fare con una persona in carne ed ossa
  • Il pianto disperato della mia nipotina di 2 anni che quando mi ha visto era così contenta che tra una lacrima e un singhiozzo gridava "mandatelo via, mandatelo via"
  • La solita interminabile partita a Bao finita nel cuore della notte con una cocente sconfitta
  • Un improbabile viaggio in macchina con mia sorella cantando a squarciagola i classiconi sanremesi degli anni Ottanta
  • Gli aperitivi milanesi, perchè qui a NY sul tema specifico ne hanno ancora da imparare
  • Il meraviglioso vitello in crostone di Casa Borella sul Naviglio Grande
  • Una botta lancinante all'osso sacro scivolando dal bidet e un taglietto in piena fronte con sangue che scorre a fiumi(ciattoli) dopo aver sbattuto contro un'anta della cucina. Ma non potevo nascere meno maldestro?

2 Vota Obama

Mancano pochi giorni alle elezioni e questo blog si schiera!
Insomma si era gia' schierato un sacco di tempo fa ma voleva ricordarlo a tutti

17 ottobre 2008

4 Troppo un fico

Vi volevo solo dire che ieri un tizio e' arrivato su questo blog cercando su google "un genio a manhattan". Troppo un fico (beniaminus ?)

12 ottobre 2008

5 back and forth

Domani si parte. Il bilancio degli ultimi 3 mesi non mi va di farlo...magari scriverò qualcosa dall'Italia. Sono contento di cambiare aria per un paio di settimane. Al ritorno a New York ci saranno 1 o 2 cose che devo per forza provare a sistemare ma per ora mi va di prendermi un po' di tempo.

2 Johnatan Demme è tornato

Di registi col talento di Jonathan Demme non ce n'è in giro tanti. La fama se l'è costruita all'inizio degli anni Novanta con due capolavori indimenticabili come Il Silenzio degli Innocenti e Philadelphia. Poi per i 10 anni successivi è sembrato che avesse un po' perso l'interesse per il cinema e salvo un paio di titoli - peraltro poco fortunati - si è dedicato quasi esclusivamente ai documentari, soprattutto di tema musicale.
Quest'anno è tornato nelle sale - un po' in sordina - con un film davvero bello intitolato Rachel getting married. E' una piccola storia borghese di fragilità, conflitti familiari e introspezioni che viene raccontata con le pennellate inconfondibili di un maestro: le inquadrature tremanti che inseguono i personaggi di spalle, il gioco degli sguardi e delle prospettive che si intrecciano nei controcampi, l'uso della musica in questo film più di ogni altro per raccontare l'emozione.

11 ottobre 2008

8 L'incontro di pugilato

C'è un ragazzo italiano venuto in America ad inseguire il sogno di fare il pugile.
C'è una palestra scalcinata che sta nascosta al secondo piano di uno stabile di Brooklyn da dove non la smette mai di sfornare campioni.
E ci sono delle mattine che New York ti fa sembrare vere le cose che si vedono nei film.

10 ottobre 2008

3 Esfogliato

L'altro giorno, alla ricerca di un regalo per la mamma, sono entrato da Sabon,un negozio di cremine e saponette assortite a Soho.
Neanche il tempo di varcare la soglia che la volenterosa commessa mi blatera qualcosa nell'orecchio e mi trascina per il braccio verso un pozzo al centro del negozio dove con un tono che non ammette repliche mi fa mettere le mani sotto l'acqua corrente. A quel punto lì sei più o meno fregato perche' o ti asciughi le mani bagnate nei pantaloni - che proprio bello non è - oppure per farti dare un prezioso asciugamani ti devi sorbire tutto il simpatico rituale che quei mattacchioni delle store hanno pianificato per impressionare i clienti.Prima ti snasi 4 o 5 fragranze (che dopo la seconda tanto hai perso la sensibilità al naso), poi scegli la tua preferita (chiaramente a caso) e te la spalmano sulle mani con i bastoncini del ghiacciolo. Una serie di sciacqui e risciaqui, un'altra dose di cremina, un balsamo giusto per profumare un po' e alla fine ti danno il meritato asciugamano.
Ebbene con mia grandissima sorpresa vi dove confessare che la mano esfogliata fa proprio una bella sensazione. Rivelo questo segreto soprattutto ai maschi perchè le femmine lo conoscono sicuramente e sinora ce lo hanno tenuto astutamente nascosto.E' come avere il senso del tatto leggermente più acuto, la pelle una punta più recettiva. Insomma esfogliatevi, vi piacera'!

7 ottobre 2008

14 Obika a NY

Obika, che andrebbe scritto con l'accento lungo sulla a (se lo trovassi sulla tastiera), rappresenta una specie di piccola istituzione a Milano. E' il primo e piu' famoso mozzarella bar della città, buono un po' per tutte le occasioni dal brunch della domenica all'aperitivo infrasettimanale. La mozzarella è strepitosa, la lista dei vini alla fine se la batte e la location in Brera e' di quelle che per un motivo o per l'altro finisci sempre per passare di lì...insomma tutti gli ingredienti di un successo. Io stesso ero un frequentatore non proprio assiduo ma senz'altro affezionato.
La notizia fica è che oggi passeggiavo per la Madison e a sorpresa mi sono trovato davanti la loro insegna. Il bancone è già allestito quindi credo che l'apertura di un corner nella piazza al coperto del civico 590 sia questione di giorni
So che i miei colleghi a Sesto San Giovanni probabilmente mi odieranno ma il primo pensiero che mi è passato per la testa è stato più o meno questo: "finalmente un'alternativa per il pranzo". La mente umana (o almeno la mia) è fatta strana e per quante alternative tu abbia a disposizione ti sembra sempre di mangiare le stesse cose. Probabilmente si tratta di una sorta di reazione alla paura ancestrale di non avere di che sfamarsi, una rivendicazione del proprio diritto alla pancia piena. E non importa se a un tiro di schioppo dall'ufficio ci sono più alternative di quanti giorni ci sono in un mese: il thailandese dove fanno quella deliziosa zuppetta al cocco, la + tradizionale delle steak house, la locanda giapponese che ti inganna con quell'aspetto dimesso, il chioschetto degli hot-dog e delle schifezze assortite, il macrobiotico, eccetera, eccetera, eccetera, etc... E' più forte di te! Per quanti siano ne vorrai sempre uno in più. Magari quel posto dove servono la mozzarella

3 Halloween is coming...

...and is going to get you!
Sapete che Halloween si sta avvicinando quando alla reception dell'ufficio improvvisamente compaiono 2 piccole zucche di terracotta, Liz tira fuori il vassoio dei dolciumi taglia maxi da cui spuntano a mo' di decorazione 2 minacciose dita di zombie e sul frigorifero della sala relax ci sono appiccicate gommine assortite che compongono una scritta di auguri.
Con 20 giorni d'anticipo da me non si faceva neanche il presepe!

5 ottobre 2008

5 Nick e Norah prima degli esami

Nick and Norah's Infinite Playlist è la versione nyese di Notte prima degli esami
Michael Cera è un po' meno carino ma un po' più bravo di Vaporidis, Kat Dennings è bella come la Capotondi senza mostrare mai le tette, nella colonna sonora c'è musica urbana al posto dei cantautori italiani e sullo sfondo New York invece di Roma.
Insomma, indiscutibilmente un filmetto... ma uno di quelli che la nostra generazione di 30enni mai cresciuti non può fare a meno di amare (magari segretamente)



3 ottobre 2008

3 on a completely different note

Tra una decina di giorni me ne torno in Italia per un paio di settimane...e stavolta sono anche abbastanza contento. Ho un sacco di cose da fare tra Milano e Fara, un po' di persone che ho una gran voglia di vedere e qualche discorso da avviare o da riprendere. E poi dopo la partenza c'è sempre la gioia del ritorno (quello a NY intendo). Perchè quando monto sul taxi che dal JFK mi porta verso casa ho sempre la sensazione di essere in cima al mondo

5 Gli ingrati: brutta razza

Ho imparato da parecchio tempo a non aspettarmi troppi grazie.
Un sacco di gente crede che tutto gli sia dovuto anche quando non ha nessun diritto di chiedere o tantomeno di pretendere qualcosa da te. Ho imparato anche che la gente tende ad approfittarsi della cortesia. Che se fai un favore poi tutti si sentono autorizzati a chiedertene un secondo e un terzo e si risentono se non acconsenti alle loro pretese.
Quello che però ancora oggi mi stupisce è che ci sia gente che arriva addirittura ad accusarti dopo che tu l'hai aiutata più di quanto fosse ragionevole fare. Senza chiedere niente in cambio, andando spesso contro i tuoi stessi interessi, coprendola quando ha fatto sciocchezze imperdonabili e facendoti il sangue amaro a difenderli quando potevi farti i fatti tuoi. Preoccupandoti addirittura di non far vedere quello che facevi per loro
Nonostante la facciata io ho un'indole molto schiva, frequento pochissima gente...molta meno di quello che la maggior parte di voi probabilmente pensa. A volte credo di sbagliare, che sarebbe meglio aprirsi di più, concedere al mondo di entrare dalla porta ma poi per fortuna arriva sempre chi mi ricorda del perchè sono cresciuto così e del perchè alla fine mi va bene. Certa gente meglio che resti fuori dalla porta che per entrare ci vogliono le qualità

1 ottobre 2008

1 L'spresso ananasso

Bravo ultimo ieri sera mi sono visto Pineapple Express. Ilariooooo come dicono qui! O da pisciarsi addosso come si dice da noi. Senza raccontarvi la trama, che spoilerare non va mai bene, vi posso dire che è un mix improbabile di dialoghi sballatissimi, tipo Clerks per citare un classico, e fenomenali scazzottate degne del miglior Bud Spencer. Inusuale ma riuscito

27 settembre 2008

6 pomeriggio al met

Il tempo da schifo lascia 2 opzioni per il pomeriggio: cinema o visita al museo. Vada per la seconda che sono qui da 9 mesi e non ho ancora visto quello che un turista fai-da-te riesce a infilare in un programma di una settimana. Vi racconto un paio di cose sul Metropolitan Museum of Modern Arts:
  • Al Met pagare è tendenzialmente facoltativo. Nel senso che sarebbe obbligatorio ma nessuno ti fila di striscio all'ingresso delle gallerie. C'è caso che puntino sul fatto che il biglietto è una spilla con il logo del museo e un sacco di gente (aka palbi) non se ne tornerebbe mai a casa senza averla pinzata ai jeans
  • Gli allestimenti sono, in una parola, hollywoodiani: che si tratti di ricreare una tomba egizia, un colonnato rinascimentale o un monastero zen gli americani hanno un talento innato per la scenografia
  • Di roba da vedere ce n'è tanta ma tanta proprio. Se pensate di fare il giro del museo in un pomeriggio scordatevelo. Diciamo che 4h bastano per farsi un'idea ma poi bisogna tornare
  • Quando ritrovi un'opera d'arte dopo un po' di tempo ti fa una certa sensazione. Tipo quando cerchi il telecomando e per qualche motivo è finito in camera da letto mentre di solito è accanto alla tv. La scultura di Boccioni qui sotto, per esempio, l'avevo lasciata che era a Palazzo Reale a 2 passi dal Duomo. Mentre il dipinto di Monet era finito addirittura a Brescia e ritrovar la strada non deve essere stato facile (scusate l'allineamento delle gif ma è il meglio che mi è venuto)
  • Le dimensioni dello store sono francamente imbarazzanti. Va beh che dovranno recuperare i soldi che ci smenano con i biglietti ma è pur sempre un museo, non un centro commerciale
  • C'era una mostra dedicata al nostro Giorgio Morandi. Oh io sarò un po' troppo pop come sostiene qualcuno di voi ma cacchio c'è anche un limite a tenere il profilo basso. Giallino, grigino, marroncino...su un po' di quella lena. Dal basso della mia ignoranza non mi dovrei permettere ma alcuni dei dipinti mi sembravano gli schizzi che il professor Galli ci faceva fare alle medie
  • L'arte africana resta un punto di domanda. Invece sorpresona dall'Oceania. Visto cose fantastiche. Frutto di un'immaginazione che sembra venire da un pianeta diverso dal nostro. E poi un'arte fatta per interagire col corpo: maschere, strani obelischi che vengono portati a mano (o sulla testa) durante danze rituali. Da bravo ciula come al solito ero senza macchina fotografica ma flickrate un po' e vedrete che mi date ragione

4 se non sono matti non li vogliamo

Esempi di umanità varia che si incontrano per le strade della città
Il pugile sotterraneo: in pantaloncini da boxeur e a mani nude, scambia il muro della metro per un sacco, e tra finte e controfinte lo prende a pugni. Contento lui
La ciccio-ballerina: in tutù sotto la pioggia mi frega il taxi di fronte al Metropolitan Museum. Gran zoccola.
Il taxista anarchico: mi lascia alla 16esima, please? No no ti lascio alla 17esima. Ma ti ho detto la 16esima che piove. Ok, ok allora ti lascio alla 17esima? Ha vinto lui

23 settembre 2008

5 villa arzilla

Oggi a pranzo accanto a me c'erano 2 arzilli signori italiani sulla 70ina che si divertivano a dire volgarità assortite per impressionare la giovane (peraltro scafatissima) cameriera. E fin qui tutto a posto, anzi siparietto divertente. Attacchiamo bottone e cominciano a parlare delle amanti 25enni di uno dei 2, apparentemente dislocate ai 4 angoli del pianeta. E all'inizio bene pure lì. Alle persone di una certa età qualche caduta di stile la si perdona volentieri. E poi piacerebbe pure a me a 70 anni dare pacche sul culo a destra e a manca e avere un amante con la metà degli anni miei.
Poi però mi è sceso un po' tutto perchè poco a poco hanno cominciato a darmi l'impressione, più che di divertirsi, di volere smargiassare. E ho pensato che se anche a 70 anni suonati c'è bisogno di quel tipo di gratificazioni, invecchiare non fa diventare affatto più saggi.

21 settembre 2008

8 Tanto non è che te li puoi portare nella tomba

I soldi è meglio spenderli che a tenerseli non c'è gusto. Però ci sono dei momenti che ti viene da pensare che forse ne hai spesi troppi. Per esempio quando entri in un negozio dove fai shopping ogni tanto e ti succedono in sequenza queste cose qui:
  • Il commesso appena ti vede si scioglie in un sorriso che neanche se avesse di fronte la madre che non vede da 2 anni. Ti saluta per nome e tira fuori una serie di episodi sulla tua vita che non sa nemmeno il tuo miglior amico;
  • Poi ti fa sedere e con naturalezza va a farti un caffè (un caffè? ma a voi l'hanno mai fatto un caffè in un negozio?);
  • Non fai in tempo a provarti un paio di pantaloni che quando esci dal camerino lui ha già in mano altri 3 capi che matchano perfettamente questa o quell'altra cosa che hai comprato il mese scorso (perchè sì, lui si ricorda benissimo quello che hai comprato il mese scorso)
  • Chiedi di chi è la canzone che stanno suonando nel negozio e si precipitano al piano di sopra per recuperare il cd e fartelo vedere
  • Un altro cliente si avvicina per chiedere qualcosa e lo guardano con aria disgustata come a dirgli "cliente plebeo, non lo vedi che stiamo servendo palbi"
  • Quando la tua carta di credito viene rifiutata il povero commesso di cui sopra ti guarda con uno sguardo spaurito che per metà vuole significare "ma come? persino le tasche di palbi hanno un fondo" e per l'altra metà "mi dispiace, mi dispiace non volevo ridurti sul lastrico". Poi tiri fuori il bancomat e l'intero sistema degli equilibri planetari riprende forma di fronte ai suoi occhi
  • Alla fine esci dal negozio trascinando a fatica la tua pesantissima borsa e gli altri commessi ti guardano con quello sguardo pieno di rispetto che si riserva di solito alle mignottone slave che dilapidano i portafogli del pesce di torno
Insomma, come dicevo sopra, i soldi bisogna spenderli ma assicuratevi sempre di avere carta e bancomat

20 settembre 2008

2 palbi at the movies

E' un mese che non andavo al cinema. Una specie di record personale. Nel frattempo fatto cose vista gente...insomma facevo meglio ad andare al cinema che alla fine esco sempre più contento. Fra l'altro sembra che i film siano continuati a uscire e il mondo dell'industria cinematografica indeterrito (come si dice qui) non si sia per niente risentito del fatto che palbi non c'era. Totale ho un po' di cose su cui aggiornarvi, ma ho come la paura che sappiate già tutto. Per chi invece, come me, per un mesetto è vissuto lontano dal mondo, un po' di news assortite.
  • Oliver Stone sta per uscire con un nuovo film che si intitola W. ed è interpretato dall'ormai gettonatissimo Josh Brolin. Una specie di biografia al vetriolo in cui si racconta l'ascesa al potere di quel falchetto di George W. Bush. Non so bene se l'idea sia quella di fare un po' di rumore appena prima delle elezioni ma, in tutta franchezza, mi sembra che dopo 8 anni ormai siamo davvero fuori tempo massimo per raccontare la iattura che ha colpito il mondo con questa amministrazione degenerata;
  • Luca Barbareschi - sì, quello di C'eravamo tanto amati su Rete4 - è tra gli interpreti di una megaproduzione hollywoodiana che, se è ho capito bene dal trailer, è girata metà in via Manzoni a Milano e metà di fronte alla moschea blu ad Istanbul. Vedermelo sul grande schermo qui a NY è stato decisamente un flash;
  • Al mio Clearview The Dark Knight non è più in rotazione. Sono sicuro che in altre sale della città si possa ancora vedere ma il record d'incassi di Titanic forse dorme sonni più tranquilli;
  • Sean Penn si è andato a cercare un personaggio potenzialmente da Oscar in Milk - il film sul primo sindaco gay di San Francisco. Adesso staremo a vedere l'interpretazione;
  • Beyoncè non riesce neanche a descrivere quello che sente testa, corpo e anima quando si esibisce di fronte a un pubblico. Questa qui viene direttamente dai quiz che ti propinano mentre aspetti che cominci il film e ve la riporto perchè, comunque, è un'informazione che può tornare sempre utile;
  • Burn after Reading, che poi è il film che sono andato a vedere, è ganzo. I fratelli Coen virano decisamente verso la commedia dopo l'esperienza più cupa del pluripremiato No Country for Old Men e sono strepitosi nel trovare un equilibrio tra l'ironia surreale dei personaggi ed una narrazione sincopata e ricchissima di avvenimenti. Il cast (stellare) è in forma smagliante, con un'interpretazione irresistibile di Frances McDormand

0 La vita non è un telefilm

Iera sera ero al W Hotel in Times Square per una mostra fotografica organizzata da City Search. Venivano esposte le foto dei vincitori di un concorso in cui veniva chiesto ai partecipanti di ritrarre l'anima di una città. Insomma una di quelle cose che se le vedi in Sex & The City pensi siano fichissime e vorresti essere lì pure tu. E invece no. La mostra era un po' asfittica, le foto non le vedrete mai sul National Geographic, la gente era tirata ma niente di spettacolare e al bar quando ho chiesto un prosecco non sapevano di cosa stavo parlando. Ahi ahi ahi la vita non è un telefilm. Serata salvata con una bella cena Thai in un ristorantino senza tante pretese a qualche blocco di distanza. Tra vino, chiacchiere e risate

18 settembre 2008

3 Posto che se no perdo il filo

Questa settimana non ho ancora avuto il tempo per postare un po'. Non ce l'ho neanche adesso e allora faccio un elenco rapido rapido delle cose che sono successe
  • una super sorpresa consegnata direttamente a domicilio dopo averla attesa per settimane e settimane
  • l'inevitabile fregatura direttamente a seguire, ma pazienza che va bene anche così
  • il mio collega in crisi dura senza la sua donna (Paola torna presto che se no brontolo non si da pace)
  • 2 amici in visita per la città
  • troooppo lavoro
  • 1 o 2 baby steps con il mio visto
  • l'ennesima nuova vicina di casa: Takako, la giapponese del New Jersey
  • questi 2 blog che ho cominciato a leggere: Non si sa mai da Dallas e Alice e la Bestia da Brooklyn
  • il soffitto del bagno che gocciola, sgocciola e rigocciola

15 settembre 2008

0 Rihanna rifa' Dragostea

La domanda e' sempre quella lì: MA PERCHE'?

14 settembre 2008

0 Come investire bene $9

Con $9 in tasca a Milano si riesce al massimo a rimediare un kebab. A NY, invece, con un po' di fortuna potete infilarvi ai Rooftop Films - la manifestazione estiva che porta oltre 100 cortometraggi e film underground in fantastiche location all'aperto attraverso tutta la città.
Le serate, di solito, si aprono con un piccolo concerto di una band indy, proseguono con una decina di proiezioni e si chiudono con l'inevitabile open bar in qualche locale del quartiere.
Adesso che rileggo ho come la sensazione di avervene già parlato. Ad ogni modo un post in più è meglio di un post in meno, no?
Ieri sera la cornice era l'Old American Can Factory, un vecchio complesso industriale di Brooklyn riconvertito a centro multimedia che oggi ospita laboratori, esposizioni d'arte e studi di design. Semplicemente spettacolare: un labirinto di scale e corridioi su 3 piani tra vecchie fornaci e macchinari per la stampa in un'atmosfera davvero magica e sospesa nel tempo ma cionondimeno in fermento e colma di energia. Appena arrivati sulla terrazza siamo stati accolti da una luna piena che cercava di farsi strada tra i nuvoloni e da una litania celtica che suonava stranamente familiare. Ci è voluto un po' per capire che si trattava di una cover del classicone di Springsteen "I'm on fire".

La serata si intitolava Dark Toons ed era interamente dedicata all'animazione. Come sempre un mix di corti dal sapore diversissimo con qualche piccola chicca e obiettivamente qualche caduta di stile. Il bello di queste rassegne è che un minuto ti trovi a ridere, quello dopo a riflettere un po' amareggiato e un minuto dopo ancora magari sei semplicemente confuso perchè non hai afferrato il messaggio che il regista ha cercato di passare. Ma torni a casa sempre con un sacco di stimoli e suggestioni. Cibo per il cervello insomma. Il personaggio più memorabile probabilemente è Hot Dog, il cagnone pompiere dell'immagine qui sopra. Un po' Grisù, un po' Will il Coyote. Come si fa a non identificarsi?

4 Block Party

Manhattan di solito vince a mani basse la sfida con Brooklyn. Almeno per il sottoscritto.
Ma se c'è una cosa che ha da invidiargli sono i block party. Interi quartieri che scendono per strada a fare baracca. Traffico bloccato, musica pompata a palla, la birra che scorre a fiumi, i bambini che scorazzano in bicicletta, improbabili ciccione sudamericane che si scatenano in balli proibiti e un'aria di festa in cui tutti sono i benvenuti. Alla faccia di tutti quei discorsi sui vicinati anonimi delle grandi metropoli.

11 settembre 2008

1 Due torri di luce blu

L'Empire State Building è illuminato con i colori della bandiera americana e da Ground Zero dei cannoni di fabbricazione italiana sparano su nel cielo 2 torri blu.
E' il settimo anniversario dell'11 settembre

10 settembre 2008

3 Il campione azzoppato

Il campionato di football non ha fatto in tempo a partire che il giocatore più famoso si è già infortunato al ginocchio e rischia di stare fuori fino a fine stagione.
Si chiama Tom Brady, ha 31 anni ed è il quarter back dei New England Patriots - la squadra che lo scorso anno ha infranto tutti i record ma nella finalissima per il Superbowl ha sorprendentemente ceduto ai NY Giants.
Bello, corteggiato da frotte di sponsor che lo hanno reso milionario, addirittura eletto l'uomo più elegante d'America da GQ Magazine e naturalmente fidanzato con la bellona di turno. Anzi, a essere precisi precisi, nel caso specifico la bellona è niente meno che Giselle. Praticamente Totti elevato all'ennesima potenza.
La domanda è lecita. Ma a questo di giocare a football che importerà mai?

8 settembre 2008

4 Chiude il vecchio paese delle meraviglie

Oggi ha chiuso i battenti, dopo decenni di onorata attività, Astroland il parco dei divertimenti di Coney Island. Costi di gestione troppo elevati, vistoso calo di affluenze e noi che oramai siamo abituati a sognare soltanto in digitale. Resteranno in attività la grande ruota panoramica e le montagne russe del Cyclone. Un pezzo di storia che se ne va...forse per sempre, forse solo per un po'

7 settembre 2008

0 Questione di testimonial

Se Bill Gates sceglie una strategia pubblicitaria alla Giovanni Rana scendendo in campo in prima persona per il nuovo spot Microsoft, c'è da pensare che Apple cominci un po' a infastidire il colosso di Redmond



Nello spot insieme a lui c'è Jerry Seinfeld, protagonista dell'omonima, popolarissima sit-com trasmessa sulla Fox tra l'89 ed il 98

6 settembre 2008

3 nostalgia

Navigando a caso tra i blogroll sono capitato qui e la musica è partita a tradimento



Improvvisamente, inaspettatamente, incredibilmente mi è presa un po' di nostalgia. Un sacco, ma adesso passa

0 Kafka on the shore

La mia lettura dell'estate è questo bel romanzo di Haruki Murakami, intitolato Kafka on the Shore. Due storie che si intrecciano in un mondo disegnato sul confine pericolante che separa l'introspezione psicologica dalla fantasia del mito. Un adolescente che cerca se stesso ad ogni costo ed un vecchio che prima di spegnersi deve compiere un ultimo decisivo atto. Entrambi guidati da un dipinto che racchiude il loro passato e da una canzone che sembra tracciare il loro futuro. Anche se passato e futuro in questo caso sono le 2 facce di un destino comune

0 Aspettando Hanna

Seduto in salotto in attesa di Hanna, la tempesta tropicale che ha fatto disastri ad Haiti, qualche danno in Florida e che qui a NY arriverà declassata a temporalone di fine estate. Stiamo a vedere

1 settembre 2008

1 Season IV

Poco più di un'ora alla season premiere della nuova serie di Prison Break. Detto tutto !

4 US Open

Che figata, ieri ho esaudito uno dei miei sogni di bambino: passare una giornata agli US Open di tennis. Mi sveglio alle 8 pimpantissimo, faccio una colazione leggera e poi salto sulla linea 7 della metropolitana in direzione del Queens per raggiungere dopo circa 40 minuti il complesso sportivo intitolato alla leggendaria Billie Jean King
Ed è subito come entrare in una specie di paese dei balocchi per gli appassionati di tennis. 20 forse 30 campi con i campioni che si allenano letteralmente a 2 metri di distanza da te; migliaia di persone che sciamano da una parte all'altra indecise se prendere posto sugli spalti, fare la fila per un autografo o mangiare l'ennessimo hotdog; aria di festa ed eccitazione. Imponente al centro della struttura si staglia l'Arthur Ashe Stadium che con i suoi 25,000 posti a sedere è il teatro di tutti i match più importanti. Io sono seduto nel loggione a uno degli angoli del campo - posizione fantastica per seguire gli incontri. Apertura di giornata con la serba Jelena Jankovic, brevemente al nr 1 delle classifiche nel corso dell'estate. Partita difficile opposta a una delle promesse del circuito - la 18enne danese Wozniacki - da cui Jankovic viene fuori giocando meglio i punti importanti nel secondo e terzo set.
A seguire il momento più atteso. Scende in campo Roger Federer, probabilmente il più grande campione nella storia di questo sport. E lo dimostra anche oggi alternando colpi devastanti a giocate di precisione e fulminee discese a rete. Una prova davvero spettacolare che ha lasciato a bocca aperta tutti i presenti - compreso l'avversario - il malcapitato Stepanek demolito in 3 set e poco più di un'ora. E per finire ho avuto anche il piacere di tifare un italiano - Andreas Seppi - che se la vedeva con l'idolo di casa Andy Roddick. Temevo di trovarmi in decisa minoranza negli spalti (24,999 contro 1) mentre con mia grande sorpresa il pubblico si è diviso quasi equamente tra i 2 giocatori...forse per quella propensione che hanno gli americani a stare dalla parte dell'underdog. Seppi è bravo a imbrigliare la potenza di Roddick con il suo gioco ordinato ma nei momenti decisivi gli viene a mancare la lucidità e cede in 3 set equilibrati.
E poi arriva il momento di tornare a casa. Un'ultima breve passeggiata tra i campi minori dove adesso si allenano i junior, una pallina raccolta da dietro una siepe che si trasforma in un prezioso souvenir e un po' di nostalgia

30 agosto 2008

6 Chelsea Market: il paradiso dei ghiottoni


E' un sacco che volevo scrivere un post sul Chelsea Market: autentica istituzione del mio quartiere quasi sempre trascurata da chi visita la città seguendo i tradizionali percorsi turistici. Si tratta di un mercato al coperto che si estende su 2 blocchi tra la nona e la decima all'altezza di 16th street, più o meno al confine tra Chelsea ed il Meat Packing district.
L'edificio originariamente ospitava uno stabilimento della Nabisco, come testimoniano le tubature d'acciaio bene in vista e numerose fotografie dell'epoca esposte alle pareti. Oggi, però, si è trasformato in un autentico paradiso culinario. L'atmosfera è magica: tra le pareti di mattoni scrostati si susseguono uno dopo l'altro decine di fantastici localini dove si possono mangiare dolci deliziosi, piatti a base di pesce e zuppe thailandesi oppure acquistare il migliore pane della città e fare scorta di verdure fresche e formaggi italiani.
Mi viene difficile anche decidere da dove cominciare a raccontarvelo! Proprio accanto all'ingresso del mercato c'è il 202 uno dei miei posti preferiti per fare brunch: cucina di ispirazione mediterranea, ottimi drink e se mangiare non vi basta anche la possibilità di fare un po' di shopping con le creazioni di Nicole Farhi. Poco più avanti, sulla sinistra, c'è Eleni's famosa per le sue cupcakes che portano i nomi delle vie di Manhattan. Questa qui a fianco per esempio si chiama Rivington ed è a base di cioccolato e burro di arachidi. Proseguendo oltre si raggiunge Buon Italia, dove sono in vendita (a prezzi un po' inflazionati) specialità italiane di tutti i tipi: caciocavallo, conserva di fichi, torrone, aceto balsamico di Modena e qualsiasi altra cosa che vi ricordi casa. E poi uno dopo l'altro si incontrano un mercato di pesce, uno di frutta e verdura, un'enoteca e tanto altro ancora. Poco prima del corridoio che porta all'uscita si trovano gli ingressi agli studi del Food Network, l'emittente che trasmette 24 ore su 24 programmi di cucina e che obiettivamente non poteva trovare una sede più appropriata. Ma non pensate che la magia si dissolva appena varcata la soglia del Chelsea Market, perchè proprio all'uscita ci sono alcuni dei migliori ristoranti della città tra cui Morimoto, rinomato e costosissimo punto di riferimento per la cucina giapponese a New York (date un occhio anche allo spassoso sito web).
Insomma per me è un posto speciale, la prossima volta che passate in città state attenti a non perdervelo

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