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25 novembre 2009

5 il tutor bleso

Ieri prima lezione con il tutor ufficiale, quello del Guatemala.
Esordisce in perfetto stile latino-americano raccontandoci con dovizia di particolari una bella tragedia familiare, che poi e' il motivo per cui la settimana scorsa ci hanno mandato la supplente.
Devo dire che gia' qui mi sta simpatico.
Poi pero' comincia a parlarci un po' in spagnolo e - non so perche' - c'e' qualcosa che non mi quadra. Per pronunciare pero' e carro fa tutta una complicata operazione con la lingua sbattendola ai 4 lati del palato e uscendosene con un suono sofferto a meta' tra la l ed il gl tipo "caGLio".
A me non pareva mica di ricordare che parlasse così la supplente, la settimana scorsa, ma magari non avevo prestato attenzione oppure non c'ho l'orecchio allenato. Percio' quando arriva il mio turno di ripetere provo anch'io a rifare quel suono. Lui mi guarda perplesso...io lo guardo perplesso...la compagna di corso indonesiana e' perplessa pure lei ma perche' ancora sta cercando di capire la differenza tra maschile e femminile. E per il momento finisce così.
Passa qualche minuto e, mentre lui continua a parlare, io continuo a chiedermi perche' mai gli spagnoli si siano inventati un suono così difficile da pronunciare, perche' vedi proprio che e' una sofferenza ogni volta eh...fino a quando mi si insinua il tarlo del dubbio.
Che sia possibile? E adesso come faccio a chiederglielo?

Fortunamente mi viene il colpo di genio! Non dico nulla e quando tocca a me parlare comincio a pronunciare la R correttamente. Vedo che lui mi guarda con approvazione...io contraccambio con orgoglio...l'indonesiana e' sempre perplessa che si chiede la differenza tra il maschile e il femminile.
Mi sta stra simpatico il tutor bleso.

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