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1 giugno 2010

16 il movimento

Allora, mi sembra di ricordare che domani lì da voi sia festa. Da noi era festa ieri.
Il che sembrerebbe dimostrare in maniera inequivocabile la teoria che quando arriva giugno non c'ha piu' voglia di fare un cazzo nessuno al mondo.

A tal proposito devo dire che la settimana con 4gg di lavoro e 3 di week-end io la trovo una cosa buona e giusta. Si torna in ufficio piu' rilassati, nel week-end non si corre come dei saltafossi nel tentativo di comprimere in mezza mattinata incombenze che richiedono un minimo di 8h e, piu' in generale, la vita prende un passo che e' + congeniale ad un essere umano.
Infine, non so come vi guadagnate da vivere voi, ma per quanto riguarda il sottoscritto le sorti del pianeta non sarebbero piu' di tanto a rischio se lavorassi un giorno in meno e facessi il michelasso un giorno in piu'.

Siete d'accordo con me? Se sì scrollatevi di dosso quell'apatia esistenziale che ci affligge da una generazione, uniamoci in movimento e gridiamo tutti insieme e con voce unica: vogliamo la settimana lavorativa di 4 giorni. E' una buona causa, magari non sara' una "grande" causa, ideologicamente e' forse un po' deboluccia ma io dico sti cazzi.
Fra l'altro fosse mai che poi qualcuno ci ascolta davvero !

20 maggio 2010

10 B1H1J2E1B

Lo sapete che quanto a visti il sottoscritto non si e' fatto mancare mai niente.
Questa settimana l'ufficio immigrazione mi ha accettato il cambio di status, con validita' da ottobre fino a fine 2013.

Il cambio di status ti da' diritto di restare ma non di viaggiare fuori dai confini degli Stati Uniti, quindi verso settembre si puo' ricominciare con le pratiche per il visto numero 4

Sempre in ballo

PS: ho riletto e non so perche' il tono del post sembra scazzato ma sono contento eh

19 maggio 2010

16 quanto costa il trasloco (a ny)

La guida pratica di palbi alla vita del (non +) giovane emigrato si arricchisce di un nuovo capitolo. Quanto costa un trasloco a NY?
  • $100 di deposito quando blocchi l'appartamento. Non refundable per altro...come dire che se poi ti cannano al credit check, ti attacchi
  • $1 a usps per farsi inoltrare la posta al nuovo indirizzo
  • $40 a twc per girare l'abbonamento di internet e tv (ma quando arriva la bolletta chiamo il call center e vedo se riesco ad avere un refund xke' mi pare proprio un furto)
  • $50 di scatoloni e materiale di imballaggio al container store...I know, I know hard to believe but that's manhattan
  • $300 alla ditta di trasporti (after tip). $85 all'ora e trasloco filato via liscio in circa 3h con gran sollievo e soddisfazione da parte del sottoscritto
Per arrivare ad un onesto totale di $500 scarsi (io temevo quasi il doppio)

Fra l'altro se e' filato tutto liscio e' soprattutto perche' ho lavorato con 2 bravissimi professionisti a cui ho gia' scritto le referenze e che mi fa piacere raccomandare pure qui: quella gran sgnacchera della Danielle che - cosa rara per un broker - ha ascoltato quando le spiegavo cosa stavo cercando e mi ha fatto perdere tempo zero mostrandomi non piu' di 5 appartamenti ma tutti perfetti per me o quasi ; e quel gran sfacchinatore di Ray che mi ha fatto un trasloco smooth & easy senza fare neanche un graffio ad un bicchiere. Quando va detto va detto

23 aprile 2010

14 pay day

Oggi e' giorno di paga.
Al vecchio lavoro prendevo lo stipendio a fine mese come in Italia. Adesso mi pagano ogni 2 settimane, che qui e' la norma. All'inizio non ero sicuro che la cosa mi sarebbe piaciuta. Voglio dire - tecnicamente - e' ovvio che e' meglio così: anticipi l'incasso, la regola da seguire sempre per qualsiasi contratto. Pero' a me che sono un po' venale e superficialino, insomma, l'idea di vedermi l'assegnetto dimezzato non mi sconfinferava mica tanto.
Dopo un paio di mesi posso serenamente affermare che e' una bazza senza se e senza ma. Perche', non so se voi ci avevate pensato, ma praticamente essere pagati ogni 2 settimane significa che una settimana sì e una settimana no ti arriva lo stipendio. Il modo in cui la vedevo io era 2 assegni al mese: uno a meta' e uno alla fine. Che e' lo stesso eh, ma anche no.
Tipo, alla domanda Ma questa settimana ti pagano? ci sono solo 2 possibili risposte: 1) Ah sì venerdì mi pagano oppure 2) Ah no mi hanno pagato venerdì scorso e adesso mi ripagano la settimana prossima.
Che come la metti, la metti e' sempre un bell'andazzo

11 aprile 2010

16 jogging parents

Come sapete, porto avanti da tempo una coraggiosa campagna partigiana contro i fanatici del jogging che tengono in pugno questa citta'. Siccome ho capito che se li prendo di petto non ho scampo sto lavorando ai fianchi e cominciando a screditare alcune delle sotto-categorie + abiette di questa maggioranza arrogante e dittatrice. Abbiamo gia' parlato di quelle anime tristi che corrono sotto la pioggia ma, dopo un pomeriggio passato al parco, sono riuscito a individuare una seconda categoria addirittura piu' melliflua e pericolosa.
E badate bene che, per il momento, qui si adotta ancora una linea perdonista...che a voler essere un pochino piu' intransigenti ce ne sarebbero di casi umani da mettere in mezzo.

Tipo quelli con il rantolo sandro-ciottiano che ti chiedi se schietteranno prima della prossima curva; oppure quelli con una squadriglia di 3 cani grandi come manzi che di correre non potrebbero avere meno voglia; o quelli che loro sono a piedi e i loro amici in bicicletta (che - resti tra di noi - secondo me i loro amici mica se li vorrebbero portare dietro) ; o quelli che tu stai camminando tranquillo, loro ti sorpassano sgomitando infastiditi di trovarsi un pedone tra le balle ma , dopo 10 minuti, tu che sei andato avanti del tuo passo te li ritrovi che strisciano miseramente tentando di arrivare a una fontanella.
Potrei prendermela anche con loro ma invece no, perche' io sono uno che perdona. Pero' c'e' una categoria così degenere e snaturata che neanche facendo un atto di estrema carita' cristiana gliela si potrebbe far passar liscia.

Si tratta dei jogging parents: quei genitori che corrono come dei forsennati sulla pista ciclabile spingendo le carozzine dei loro pargoli, anzi tecnicamente brandendole come degli arieti per farsi largo tra i poveracci che gli capitano vicini. La mia domanda e' una sola: perche'? Gia' c'hai un figlio piccolo che ha bisogno di tutte le tue cure e attenzioni. Correre dovrebbe essere l'ultima cosa che ti passa per il cervello ma se proprio, proprio senti questo desiderio irrefrenabile e a stare fermo ti brucia il pistolino (o la pipirilla) perche', dico perche' ti devi portare dietro il pupo nel passeggino. Non sto neanche a fare l'elenco degli eventuali pericoli di sfrecciare a 100 all'ora trascinandosi un bambino di poche settimane in mezzo a orde di ciclisti della domenica e skater spericolati con il fiume Hudson e le sue acque fetide che se ne stanno lì a neanche un paio di metri. Ma anche fosse la cosa + sicura del mondo la vera domanda resta sempre la stessa. Che senso c'ha?

4 aprile 2010

12 il matrimonio americano

Sabato sono stato al mio primo matrimonio americano.

Differenze con l'Italia?
Al posto del pretone prolisso e moralista, a celebrare il rito una lesbica di 100 chili, sorella del DJ (you gotta love this country).
Cerimonia liquidata in 20 min di orologio (perche' loro c'hanno il senso pratico) e puntellata di momentini commoventi (perche' c'hanno pure il senso dello spettacolo).
Tanto tempo passato in piedi, a girellare da un gruppetto all'altro e a chiacchierare un po' con tutti, e molto meno inchiodati a tavola a strafocarsi (deo gratia).
Le ragazze americane vestite con improbabili abitini di raso luccicoso in stile prom e i ragazzi in ogni possibile variante dal jeans scucito al tuxedo (when it comes to fashion, Italians always do it better)

Insomma, bello !

22 marzo 2010

16 con le tasse meglio fare san tommaso

Sono stato da H&R Block per fare la dichiarazione dei redditi.
Vi racconterei anche l'esperienza che in se' e' simpatica (appuntamento preso il giorno prima e un'oretta scarsa per fare tutto).
Pero' al momento sono un po' perplesso.
Tempo 4 settimane e pare che il governo americano depositera' sul mio conto in banca una somma sufficiente a comprare una vespa. Subito a ruota dallo stato di New York dovrebbe arrivare l'equivalente di un i-pad.
Non che voglia comprare nessuna di queste cose ma era giusto per darvi un'idea.
'sto rimborso e' decisamente piu' alto di quello che mi aspettassi. Sara' mai possibile ?
Palbi finche' non vede non crede e, per ora, con certezza sa solo che gli sono partiti i $266 della consulenza

15 marzo 2010

11 Census 2010

Domanda per gli altri scappati di casa, ma se pure voi dall'Italia volete dire la vostra siete sempre bene accetti, eh !

Vi e' arrivato il formulario del censimento?
Ma voi che fate? Lo compilate? Che poi se e' anonimo perche' ti chiedono nome e numero di telefono? E, soprattutto, non pensate che la domanda "Quante persone vivevano in questa casa il 1 Aprile 2010?" sia un po' opinabile (essendo oggi il 15 marzo) ?

13 marzo 2010

15 cazzo corri forrest ?

A questi piace fare footing, anzi jogging che suona meglio.
Io non condivido ma loro fanno bene perche' obiettivamente e' meglio essere atletici e scattanti come loro che ritrovarsi a 30 anni un po' gobbetti e magri-ma-con-la-pancia come me (oh sia chiaro che sono sempre un fico che la meta' basta, pero' se la pancetta c'e' va ammesso, no?)

Per questo motivo non mi sono mai permesso di esprimermi apertamente e ho covato dentro per anni. Covavo quando li vedevo correre alle 7 del mattino mentre trascinavo faticosamente il sedere fuori dalla porta di casa; me ne stavo zitto quando vedevo che non facevano in tempo a tornare dall'ufficio che gia' si erano messi la tuta e si rifiondavano fuori facendo stretching in ascensore; compativo in silenzio se li vedevo sfrecciare per le vie della citta' a notte fonda...che le prime volte avevo il dubbio che fossero inseguiti da un maniaco; non ho mai detto niente quando li vedevo in maglietta e pantaloncini inguinali anche in pieno inverno con la temperatura a -3 e molti animali saggiamente preferivano il letargo.

Ma zio bono oggi piove che dio la manda da 12 ore, io non ho fatto in tempo a uscire un attimo per prendere un caffe' che mi sono inzuppato come un savoiardo da tiramisu' e adesso sono a casa con il naso pieno di liquidi schifibondi e la testa che mi scoppia. Ecco, io dico, in queste condizioni proibitive ma come cazzo ti puo' venire in mente di uscire a correre? Che pure Forrest Gump correva sempre ma lui non faceva neanche grosso mistero di essere ritardato.

27 febbraio 2010

11 oro, argento e (faccia di) bronzo

Ci risiamo. Come 2 anni fa a Pechino, gli Stati Uniti si pavoneggiano senza averne il minimo titolo di aver vinto le Olimpiadi (fra l'altro sono io o l'edizione di quest'anno e' stata la + loffa della storia?).

Come vedete da questa immagine, tratta da Sports Illustrated, si piazzano con infinita sicumera in cima al medagliere forti di 37 podi totali contro i 30 della Germania, seconda e i 26 del Canada, terzo








Peccato pero' che il vero medagliere sia quello qui sotto (tratto dalla Gazzetta) perche', da che mondo e' mondo, la classifica viene stilata sulla base del numero di ori vinti. Gi Stati Uniti non solo non vincono ma sono buoni terzi, bastonati dai padroni di casa canadesi (che oltre a staccarli di 5 ori li hanno mazzolati pure nell'attesissima finale di hockey) e battuti per un pelo persino dai tedeschi.








Come dire, lo sappiamo che siete bravi, io vi voglio pure tanto bene ma quando perdete perdete !

9 febbraio 2010

13 elisabetta e melissa in america

Della rivalita' tra la Canalis e la Satta si e' parlato tanto.
Elisabetta smette i panni della velina mora e Melissa si accomoda al suo posto sul bancone di Striscia; la Canalis scarica Vieri e la Satta si precipita come una falchetta a consolarlo; a Controcampo si alternano una stagione a testa.
E adesso che Elisabetta e' sbarcata in America grazie alla love story con Clooney, Melissa non poteva certo essere da meno e quindi eccola qui comparire, in tutto il suo splendore, sul calendario di Sports Illustrated.
Insomma Eli e' sbarcata in America con Clooney, Meli con la patonza colorata

Vi prego, vi prego, vi prego cliccate sul link e sentitevi l'intervista in inglese che e' epica

25 gennaio 2010

6 bestemmie, F word...e qualche volta qualcuno lo perdonano

Ah come sempre grosse grasse soddisfazioni dalla televisione italiana: a forum, la storia di un bambino conteso tra la nonna e il padre biologico...che nel frattempo e' diventato un travestito (peraltro mi sembra di capire che travestiti e transessuali sono uno dei temi + cool di quest'anno); a Domenica In, Pippo Baudo che intervistando quello sgarzolino di Matteo Marzotto (43 anni, va per i 44) continua a ripetere convinto "Questi sono i giovani di cui l'Italia deve andare fiera"; e naturalmente il Grande Fratello questa sera con tutta sta pantomima della bestemmia. Ridicola, eh...ma troppo spassosa con tutti i concorrenti giu' a piangere manco il tizio lo avessero spedito al fronte.
Pure gli US sono paese assai bigotto e dove il politically correct spesso miete le sue vittime.
Giusto qualche mese fa c'hanno avuto la loro bella polemica per uno sketch del Saturday Night Live (uno dei pochissimi spettacoli che va in diretta) in cui una malacapitata attrice si e' lasciata sfuggire un osceno fucking al posto di un edulcorato freaking (vd la lesson 10).
Lei l'hanno graziata ma e' impagabile la faccia di quando se ne accorge (al sec 13) e si vede gia' buttata in mezzo a una strada con un bicchiere per raccogliere le monetine

23 gennaio 2010

5 veline, veloni e riforma sanitaria

La prossima volta che ci accusano perche' - da noi - ci son ministri che han fatto carriera a forza di mostrar le tette, gli potremo rispondere che - da loro - i senatori, quando eran giovanotti, esibivano allegramente il pipirillo.

Per arrivare a piu' serie considerazioni, sembra che la vittoria del repubblicano Scott Brown (nella foto) in Massachusetts rischi davvero di mettere a repentaglio la riforma sanitaria annunciata come cosa praticamente fatta solo un paio di settimane fa. A parte che se c'era un'incognita così pesante secondo me ce lo potevano anche dire, a parte che la mia assicurazione (con il pretesto della riforma) mi ha gia' spudoratamente annunciato che da aprile aumentera' il premio di un vergognoso 25% e dubito che adesso tornera' sui suoi passi, volevo dire che condivido assolutamente la dichiarazione comparsa all'indomani sull'account facebook di Obama
Yesterday's elections in Massachussets shows discontent with the pace of change - a frustration I share. We must move forward and keep working together
Caro Obama, siccome pero' il passo del cambiamento, alla fine della fiera, sei tu quello che lo determina - mica io che ti seguo su Facebook - vedi di muovere il culo nel 2010 e mantenere le promesse in cui crediamo.

18 gennaio 2010

7 awards season e awards in genere

Sta calando su di noi quella jattura chiamata awards season che culminera' il 7 marzo p.v. con la grande abbuffata degli Oscar. Tutto fichissimo eh...il glamour dei red carpet (con le dive che sfilano fasciate in outfit da un milione di dollari...e tutti a dire che Anne Hathway e' la meglio vestita...e J-Lo la peggio vestita...e a fare il calcolo di quanti anni del tuo stipendio costano gli orecchini che c'ha su Penelope Cruz) ; la suspence delle nomination a 5 (che alla fine te c'hai sempre un preferito e uno che prenderesti volentieri una martellata sugli zebedei piuttosto che vederlo con la statuetta) ; gli speech dei vincitori (e te che cerchi di capire se sono veramente emozionati...e allora dici "Ah guarda come trema sul palco quello scricciolo della Cotillard" ...oppure se c'hanno gia' fatto il callo come quella zoccola di Beyonce' che sara' tanto brava pero' ogni volta che ritira un premio la prenderesti a schiaffoni perche' lo vedi troppo che se lo aspettava).

Insomma, le cerimonie di premiazione prese singolarmente mi piacciono molto ma la awards season nel complesso e' insfagabile. Troppo, troppo ma veramente troppo. Il problema, come al solito, e' che questi finiscono sempre a pisciare fuori dal vaso. In 2 mesi ti mettono in fila non so quante premiazioni (ma sicuramente diverse decine), la sera in tv praticamente non si vede + altro e poi, diciamocelo, non si capisce mai che caspita di differenza c'e' tra un premio e l'altro. Cioe', i criteri di differenziazione ci sono, mica metto in dubbio: il genere (la musica country, i film di fantascienza, ecc...) ;chi vota (il pubblico, la critica o i colleghi) ; la competenza geografica (solo US o tutto il mondo) ; se la tv e' ammessa oppure no, ecc... Pero' e' un tale marasma di informazioni che alla fine non ci si capisce + un cacchio.

Si contenessero un po', tutta questa enfasi data a premi e riconoscimenti io la troverei pure una cosa lodevole. Non e' solo questione di show biz: che si tratti dell'impiegato del mese che lavora nella piu' squallida delle caffetterie, del medico affermato che riceve una menzione d'onore dai colleghi d'ospedale o di un regista che vince il premio oscar il principio che vige e' sempre lo stesso. Fai per bene e ti sara' riconosciuto, e mo' salta su quel palco e goditi questo stra-meritato applauso. Il lavoro duro e l'eccellenza come cose a cui va reso omaggio...sempre. Suona normale, giusto? Ah no, dite ? Eh immaginavo

28 dicembre 2009

20 il biblio-scopone

Per me che di natura sono un lettore onnivoro e vorace, trasferirmi in america ha comportato un grosso cambiamento di abitudini. Basta con le notti insonni passate a divorare un tomo dopo l'altro perche' leggere in inglese richiede un tipo diverso di concentrazione che non sono in grado di protrarre per tante ore mantenendo intatto il gusto ed il piacere della lettura.
Mi ritaglio la mia mezz'oretta quasi tutti i giorni al Grumpy mentre bevo un macchiato e, se non sono troppo stanco, qualche minuto la sera prima di addormentarmi alla luce di quella famosa abat-jour.
Lo scorso anno (quando il grumpy non lo frequentavo ancora) il risultato fu addirittura catastrofico: se anobii puo' fare un minimo di fede, lessi la miseria di 4 libri per un totale di circa 1,500 pagine (che sarebbero neanche 5 al giorno)
Quest'anno un pochino meglio: 9 libri e 2,990 pagine. Ma insomma, c'e' poco da stare allegri che siamo sempre sotto la media di uno al mese

Le mie letture del 2009 sono queste qui. Ce n'e' qualcuna che fa scopa con le vostre? (PS:se non riconoscete le copertine, titoli e autori sono riportati in calce al post)






























("The Brief Wondrous Life of Oscar Wao" - Junot Diaz ; "Netherland" - Joseph O'Neill ;Diary of a Bad Year" - J.M. Coetzee ;"The Lazarus Project" - Aleksandar Hemon ;"A Confederacy of Dunces" - John Kennedy Toole ;"Cecita'" - Jose' Saramago ;"FlashForward" - Robert J. Sawyer ;"A Spot of Bother" - Mark Haddon;"The Road" - Cormack McCarthy)

27 novembre 2009

6 post thanksgiving

Turkey's still not my thing...but having one day a year for giving thanks is freakin' sweet

9 novembre 2009

10 10 cose su washington

Questo week-end l'ho passato a Washington dove mi sono beccato 2 clamorose giornate di primavera smarritesi nel calendario di inizio novembre.
Qui sotto un po' di note in liberta'.
  • Gli americani hanno trasformato una spianata al centro della capitale (il cosiddetto National Mall) in una sorta di gigantesco tempio pagano dove sono stati eretti spettacolari monumenti alla memoria dei loro + grandi presidenti e dei caduti delle guerre + dolorose. Devo dire che - a parte la sensazione di essere Pegasus che gira tra le 12 case - ho trovato il percorso una autentica fonte di ispirazione. In un post di qualche giorno fa', scrivevo che ne ho le palle piene della politica come culto della personalita'. Nel National Mall, invece, c'e' la testimonianza di qualcosa di completamente diverso: non e' culto della personalita' fine a se stesso bensì l'omaggio fiero ed orgoglioso (sebbene forse un po' sopra le righe) a chi ha scritto delle pagine importanti nella storia del paese. Celebrando presidenti come Washington, Jefferson o Roosevelt gli americani in realta' celebrano il loro popolo e il loro paese.






  • Biglietti per salire sul Washington Monument? Esauriti alle 9.30! A teatro a vedere Un tram chiamato desiderio con Cate Blanchett? Non se ne parla neanche! Insomma se volete assolutamente fare qualcosa prenotate con il dovuto anticipo perche' va tutto sold-out in un attimo. In compenso c'e' talmente tanta roba da fare e vedere che non solo non ve ne starete mai lì ad oziare ma sicuramente finirete il week-end con una lista lunga così di cose che non siete riusciti a fare. E fidatevi che ve lo dice uno che e' caricato a molla, la puo' tenere per tutto un pomeriggio e - nonostante la notoria goffaggine - non ha problemi a scattare fotografie con una mano mentre, con l'altra chiama per prenotare un biglietto e con l'altra si prepara un panino da azzannare
  • I musei sono una delle grandi attrazioni di Washington. La cosa + saggia sarebbe tornare un'altra volta per visitare solo quelli ma chiaramente non si puo' per cui vi do' io qualche dritta se vi fidate. Il Museum of American History e' una boiata invereconda. Entrate senz'altro per vedere l'originale bandiera a stelle e strisce che fu l'ispirazione x l'inno nazionale e che effettivamente e' uno spettacolo, se siete poppettari duri fate un salto anche al terzo piano per vedere le scarpette rosse di Dorothy e Kermit the Frog ma poi filatevela senza rimpianti. Il Museum of National History , invece, e' ampiamente una figata. E' vero che c'e' un museo di storia naturale in quasi tutte le grandi citta' e che alla fine si assomigliano tutti, questo pero' e' un po' il prototipo a cui si ispirano tutti gli altri. In un paio d'ore un giro rapido riuscite a farvelo ma ricordatevi di tenervi qualche minuto in piu' per l'affollatissima sala dei dinosauri dove probabilmente farete fuori mezza memory card della macchina fotografica. A proposito di dinosauri:"Mai sottovalutare un alberto(sauro)". Qui ne vedete uno alle prese con un lucertolone grande 2 volte lui ma non fatevi trarre in inganno. L'albertosauro - che e' quello tutto rannicchiato sulla sinistra - in realta' e' il predatore e lesto come una faina si appresta a saltare alla giugulare di quel baluba vegetariano della sua preda. Altro posto dove potendo bisognerebbe passare almeno un pomeriggio e' l'Air and Space Museum. La parte sull'aviazione e' gia' abbastanza figa...incluso un simulatore di volo che nelle abili mani del sottoscritto si e' praticamente trasformato in un simulatore del ciclo centrifuga della lavatrice. Ma e' la sezione sui viaggi spaziali quella da perderci i giorni. Tipo, lo vedete quello scatolotto grande come una Fiat Panda e dalla forma un po' a disco qui sulla destra?Ma voi lo sapevate che i primi astronauti ci hanno girato intorno alla terra dentro quel coso lì? E oltre a quello ci sono centinaia di altri cimeli da far felice una generazione di bambini (cresciuti e non)...Galattico! Infine c'e' l'International Spy Museum che viene la bellezza di $18 di biglietto ma alla fine li vale tutti. All'ingresso puoi sceglierti un'identita' segreta, hai delle missioni da superare in ogni sala ed in + ti vedi una serie di improbabili congegni ideati dai servizi segreti di tutto il mondo nel periodo della guerra fredda...robe da far impallidire il piu' fantasioso film di 007
  • Se visitate il monumento ai caduti del Vietnam vi dovete assolutamente fermare ad ascoltare il discorso di uno dei volontari. Prima che avesse finito in meta' avevamo la pelle d'oca, l'altra' meta' gli occhi umidi




  • Sono d'accordo che avere l'aeroporto vicino alla citta' e' una bazza ed e' pure vero che ormai dall'11/09 sono passati quasi 10 anni ed in fatto di sicurezza si saranno fatti giganteschi passi avanti pero' di vedere gli aerei che fanno il pelo al Lincoln Memorial e gli elicotteri che sfrecciano raso terra come in una puntata di CSI uno farebbe sempre volentieri a meno
  • Se siete come me ed il massimo che volete fare la sera e' mangiare il quartiere x uscire si chiama Adams Morgan. Tenete presente comunque che il cibo non e' una delle note piu' positive della citta'. Se invece siete gggiovani o non siete ancora morti dentro meglio i 2 quartieri adiacenti Dupont Circle (che tende al fighetto) o Shaw (che e' + sul rusno andante)
  • La metropolitana e' veloce, conveniente e facile da usare ma non ha una copertura capillare. Per cui se siete timidi quando si tratta di saltare sugli autobus preparatevi a scarpinare della grossa.
  • L'ossessione nazionale per il jogging a Washington raggiunge nuove vette. Sara' perche' si ricordano che gli ultimi momenti felici della vita collettiva di questo paese risalgono a quando Clinton zompettava in tuta all'ombra del Campidoglio, sara' che il contorno meraviglioso di parchi e monumenti ha fatto quasi venire voglia di correre pure a me (qui l'ho sparata grossa) fatto sta che - sera o mattina - sembra sempre di stare nel mezzo di una pista di atletica leggera.
  • Nonostante si trovi nel mezzo del quartiere universitario di Georgetown e a pochi passi comincino frat-house e caffetterie, devo dire che la scalinata dell'Esorcista (oltre a spezzarti il fiato) un certo scagozzo se non altro te lo provoca
  • Intorno alla mezzanotte di sabato la camera ha passato con una maggioranza risicatissima la riforma sanitaria. Ragazzi, qui le evidenze che palbi porta bene continuano a impilarsi una sopra l'altra. Che sia il caso di fare un'altra scappata quando vota il senato?

4 novembre 2009

6 soglie al ribasso

Apro la cassetta della posta: bolletta, catalogo, bolletta, bolletta, roba del vicino, cartolina.
La cartolina dice: Ciao Palbi, sono il commesso Eric. Grazie del tuo acquisto, torna a trovarci quando vuoi
Queste cartoline e' normale riceverle quando compri un abito o un cappotto o cmq spendi una cifretta. Normale qui eh, in Italia paga e vedi di essere gia' contento che non ti tirano un calcio nel culo. Dicevo che e' una cosa abbastanza normale, ma nel caso specifico mi sono un po' sorpreso perche' nel negozio in questione avevo comprato solo un maglioncino che non mi ricordo quanto costasse ma sicuramente non + di poche centinaia di dollari. Insomma la crisi ci ha messo lo zampino pure qui...gia' mi immagino il responsabile mktg che manda fuori la comunicazione ai punti vendita: Caro Responsabile del Punto Vendita, a seguito dei deludenti risultati del Q3 raccomandiamo un ribasso del 30% della soglia minima per l'invio della lettera leccaculo tipo A (carta normale, scritte in biro), del 40% per la lettera leccaculo tipo B (carta pergamena, scritta con penna stilografica) e del 50% per la mitilogica lettera tipo C (scritta con sangue umano su un campione di pelle del commesso). Le spese extra per i francobolli verranno coperte con una momentanea sospensione nella fornitura dei boccioni dell'acqua per i dipendenti.
Ah la crisi, la crisi...dicono che la fine sia vicina. Dicono.

1 ottobre 2009

8 freddino

Ormai comincia a far freddino e qui nella terra dei gadget senza senso e' arrivato quasi il momento di tirare fuori gli snuggie. Mai piu' senza (?)

24 settembre 2009

12 Ignite

Una decina di speaker, 5 minuti a testa a disposizione e come unico supporto una presentazione power point di massimo 20 slide che ruotano automaticamente ogni 15 secondi.
Questo e' Ignite - un'iniziativa, secondo me molto figa, nata a Seattle circa 5 anni fa e ormai estesasi a tutti gli Stati Uniti e a molte altre citta' del mondo (ma credo non in Italia)

Ci puoi incontrare giovani imprenditori che parlano delle loro start-up, blogger che discutono delle lezioni di vita che si possono trarre dai reality, giornalisti di guerra che spiegano come tutelare le loro fonti e scrittori improvvisati che raccontano di come hanno dato vita al fenomeno tutto americano delle barzellette su Chuck Norris (tipo queste). Per intenderci questi sono realmente alcuni dei temi degli interessantissimi e divertenti interventi della serata a cui sono stato questa settimana.

Ne parlavo con entusiasmo ad un mio amico italiano il pomeriggio prima di andarci e lui mi ha detto "Sei il solito sfigato". Non in tono offensivo ma con complicita' perche' anche a lui piacciono queste cose. Ma la verita' e' che ci dobbiamo portare dietro un retaggio culturale ben storto se tutte le serate che non hanno almeno incidentalmente a che fare con un mojito o con un negroni vanno archiviate per forza alla voce "sfigato".

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