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Visualizzazione post con etichetta chelsea. Mostra tutti i post
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10 maggio 2010

3 New York Times weekender

La pubblicita' che ho scelto per il mese di maggio e' quella del NY Times che promuove un abbonamento speciale per l'edizione del fine settimana.
Non e' che sia uno spot memorabile ma ve lo volevo far vedere perche' c'e' dentro un ragazzo che fa il cameriere in un locale vicino a casa mia. Una cosa abbastanza nyese, I guess.

11 febbraio 2010

10 what the fuck

Poco fa c'e' stata un'esplosione all'angolo tra 6a e 20esima, a 100m da casa mia. Sembra che l'esplosione sia scaturita da un tombino e sia stata provocata dal cortocircuito di un trasformatore. Non ci dovrebbero essere feriti

Per chi conosce la zona, l'esplosione e' avvenuta di fronte al Radio Shack, dalla parte della strada opposta al grande Bed,Bath&Beyond di Chelsea. Questo e' il link da cui ho tratto l'immagine. Vi tengo aggiornati se riesco a saperne qualcosa di piu'.
Ieri la tempesta di neve, oggi l'esplosione...quasi dovrei essere contento di essere in Italia in questi giorni

12 novembre 2009

15 gli omini della metro

Per questi omini che spuntano un po' da tutte le parti alla fermata su 16th & 8th ho sempre avuto sentimenti un po' contrastanti. Per un verso gli gnometti di bronzo mi ispirano abbastanza simpatia (meglio delle pantegane insomma), per l'altro che mi occupino uno dei posti a sedere sulla panchina mi fa sempre un po' girare i cosiddetti

3 ottobre 2009

4 leggendo al grumpy

Una delle poche cose che faccio volentieri in questi giorni di scazzo e' leggere.
Come vi dicevo qui, anziche' seguire Flash Forward in tv (visto che l'anteprima non mi ha entusiasmato) ho deciso di provare col romanzo a cui la serie e' liberamente ispirata. E' ambientato a Ginevra (e non a Los Angeles) e ha come protagonisti degli scienziati (non dei poliziotti). In generale - nonostante altre cose siano in comune - penso che le 2 storie andranno avanti su binari diversi perche' gli autori tv si devono garantire potenzialmente il materiale per 10 stagioni mentre il libro e' di 300 pagine scarse.

Normalmente leggo sulla metro e prima di andare a letto, ma il mio posto preferito e' sicuramente il Cafe' Grumpy sulla 20ima: un raro pezzetto di Brooklyn nel cuore di Chelsea. Di solito ci vado dopo il lavoro, prendo un caffe' della selezione e passo la mia meritata oretta di tranquillita'. Anzi, meritatissima.

27 settembre 2009

3 le barbone

Alcune Barbie giganti fanno bella mostra in una vetrina sulla 19esima.
...delle barbone, insomma.

Le foto arrivano per gentile concessione dal blog di Vintage Vandalizm che le mie sono venute tutte con il riflesso della mia bella faccia

20 settembre 2009

5 Il segreto di Ricky's

Restando in tema di catene di distribuzione, qualcuno mi deve spiegare il segreto di Ricky's.
Anche qui ci vuole una breve intro per chi non li conosce. Si tratta di una 20ina di punti vendita (a cui nel periodo di Halloween si aggiungono altrettanti temporary store) dove si vendono maschere e costumi di carnevale. Anche prendendo atto del fatto che ad Halloween qui perdono tutti la testa e che le feste in costume sono assai + comuni che da noi, giustificare la presenza di così tanti punti vendita mi viene difficile.
Beh, parte del segreto, a essere sincero, ve la posso raccontare pure io. Alcuni punti vendita completano l'assortimento con prodotti tipo parrucche, completini intimi, giochi per adulti e sex toys (che devo dire nel contesto del negozio non stonano affatto). Altri hanno al proprio interno un parrucchiere. Ma anche così, il fatto che questo mese ne abbiano aperti 2 nel mio quartiere uno di fronte all'altro ai 2 lati della 6a, angolo 18ima resta un po' un mistero!

15 aprile 2009

2 Coni d'ombra

Premessa: sono indeciso se questo post può essere considerato serio o va archiviato alla voce cazzate.

Oggi mentre camminavo per il mio quartiere mi sono reso conto di non essere mai passato dalla 17esima tra la nona e l'ottava. La cosa lì per lì mi ha lasciato abbastanza perplesso perchè durante quest'anno, come potete ben immaginare, il quartiere l'ho girato in lungo e in largo, da ogni angolo e inclinazione, rivoltato come un calzino.
La sedicesima tra la nona e l'ottava, per esempio, la faccio sempre per andare al Chelsea Market e sulla diciottesima a quell'altezza ci passo spesso, ma per qualche strana ragione quel blocco lì mi mancava. E' come se fosse rimasto nascosto in un cono d'ombra. Oppure è proprio vero che, inconsapevolmente, inevitabilmente, non facciamo altro che ripetere gli stessi gesti e percorrere le stesse strade ogni giorno della nostra vita. Fino a che arriva un momento in cui, improvvisamente e magari per caso, ci accorgiamo che c'è sempre anche un'altra via che si può imboccare




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28 marzo 2009

1 In galleria

E' una glorioso pomeriggio di primavera: cielo azzurro, aria frizzantina, tutti che si riversano per strada senza sapere cosa fare...basta stare fuori.
Sei a Chelsea...che fai? Naturalmente ti butti a fare il giro delle gallerie.
Non so se ve l'avevo mai raccontato ma uno dei motivi per cui mi piace tanto il mio quartiere è che è una specie di museo all'aria aperta...senza neanche il bisogno di pagare il biglietto. Nello spazio di 4 o 5 isolati ci sono letteralmente centinaia di gallerie d'arte: alcune piccole, altre grandi, alcune che espongono dei Picasso, altre piene di illustri sconosciuti, alcune che se entri ti guardano dall'alto in basso e altre dove sembra di stare in un garage. Come dire...ce n'è per tutti i gusti. L'elenco completo lo trovate su questo sito qui, basta scrollare in giù e guardare la lista sulla destra.
Sotto, invece, c'è una micro-selezione di alcune delle cose che ho visto oggi. La varia ed eventuale come dicevo. Immagini tutte rigorosamente prese da internet...la macchina fotografica se la portano dietro i turisti, io sto nel mio quartiere :)


6 novembre 2008

7 lupo ululì, castello ululà

Il traduttore italiano di Frankenstein Junior è un autentico genio!
Nella versione originale del film, la leggendaria
lupo ululì, castello ululà è un'insipida battutina che passa quasi inosservata

Inga: Werewolf! (un lupo mannaro!)

Dr Frankenstein: Werewolf? (un lupo mannaro?)

Igor: There. (di là)

Dr Frankenstein: What? (cosa?)

Igor: There, wolf. There, castle. (lupo di qua, castello di là)

30 agosto 2008

6 Chelsea Market: il paradiso dei ghiottoni


E' un sacco che volevo scrivere un post sul Chelsea Market: autentica istituzione del mio quartiere quasi sempre trascurata da chi visita la città seguendo i tradizionali percorsi turistici. Si tratta di un mercato al coperto che si estende su 2 blocchi tra la nona e la decima all'altezza di 16th street, più o meno al confine tra Chelsea ed il Meat Packing district.
L'edificio originariamente ospitava uno stabilimento della Nabisco, come testimoniano le tubature d'acciaio bene in vista e numerose fotografie dell'epoca esposte alle pareti. Oggi, però, si è trasformato in un autentico paradiso culinario. L'atmosfera è magica: tra le pareti di mattoni scrostati si susseguono uno dopo l'altro decine di fantastici localini dove si possono mangiare dolci deliziosi, piatti a base di pesce e zuppe thailandesi oppure acquistare il migliore pane della città e fare scorta di verdure fresche e formaggi italiani.
Mi viene difficile anche decidere da dove cominciare a raccontarvelo! Proprio accanto all'ingresso del mercato c'è il 202 uno dei miei posti preferiti per fare brunch: cucina di ispirazione mediterranea, ottimi drink e se mangiare non vi basta anche la possibilità di fare un po' di shopping con le creazioni di Nicole Farhi. Poco più avanti, sulla sinistra, c'è Eleni's famosa per le sue cupcakes che portano i nomi delle vie di Manhattan. Questa qui a fianco per esempio si chiama Rivington ed è a base di cioccolato e burro di arachidi. Proseguendo oltre si raggiunge Buon Italia, dove sono in vendita (a prezzi un po' inflazionati) specialità italiane di tutti i tipi: caciocavallo, conserva di fichi, torrone, aceto balsamico di Modena e qualsiasi altra cosa che vi ricordi casa. E poi uno dopo l'altro si incontrano un mercato di pesce, uno di frutta e verdura, un'enoteca e tanto altro ancora. Poco prima del corridoio che porta all'uscita si trovano gli ingressi agli studi del Food Network, l'emittente che trasmette 24 ore su 24 programmi di cucina e che obiettivamente non poteva trovare una sede più appropriata. Ma non pensate che la magia si dissolva appena varcata la soglia del Chelsea Market, perchè proprio all'uscita ci sono alcuni dei migliori ristoranti della città tra cui Morimoto, rinomato e costosissimo punto di riferimento per la cucina giapponese a New York (date un occhio anche allo spassoso sito web).
Insomma per me è un posto speciale, la prossima volta che passate in città state attenti a non perdervelo

16 agosto 2008

2 vicini di casa

E' arrivato il momento di parlarvi dei miei vicini di casa: uno strampalato accrocchio di umanità varia riunita al quinto piano di un vecchio stabile di Chelsea.

Il primo che ho conosciuto si chiama Will ed è il classico ragazzotto americano. Un po' imbranato, vestiti sgualciti e l'aria di chi non sa cosa vuole dalla vita. Segni particolari: presenza fissa nella laundry room. Poi c'è Justin che è tutto il contrario: un ragazzino di 20 anni o giù di lì che lavora nella filiale americana di Diesel. Conoscenza da approfondire se non altro per lo sconto dipendenti e gli inviti ai celeberrimi Margarita Mondays dello store di Union Square.

Sempre in quella parte del piano ci sono anche un paio di situazioni un po' così. Una signora che parla con appena un filo di voce ed è un po' provata dalle vicissitudini della vita. Le auguro di star bene presto, per come può. E c'è una coppia davvero strana: una signora sull'ottantina che cammina con l'ausilio di uno di quegli appoggi con le rotelle e che è sempre accompagnata da un ragazzo cicciotto di 35-40 anni. Lui chi sarà mai? Figlio devoto, amorevole nipote, professionale maggiordomo oppure spietato cacciatore d'eredità? Appunto personale: investigare la situazione.

Nella mia metà del piano, invece, vivono una coppia di lesbiche - che io trovo deliziose per l'affiatamento e la complicità che sembrano avere - una signora che ha appeso un unicorno alla porta (pensate alla mia sorpresa quando ho scoperto che non era quello l'appartamento delle lesbiche), un numero imprecisato di indiani ed una ragazza che, nonostante sia la mia dirimpettaia, non vedo assolutamente mai.

Infine ci sono 2 appartamenti che hanno cambiato recentemente i loro inquilini. Uno è perfettamente speculare al mio e quindi ogni tanto mi capita di darci una sbirciata (cattivo palbi, indiscreto palbi). Ci dovrebbe abitare un ragazzo più o meno della mia età, che ha posizionato il divano più o meno come l'ho posizionato io e che ha ancora la casa mezza da arredare come c'è l'ho avuta io per settimane. Pure nell'altro appartamento secondo me ci sono dei ragazzi della mia età. A volte mi verrebbe voglia di andare a presentarmi. Poi penso che sembrerei un po' svitato e mi fermo.

0 Parcheggiando

Non è un segreto che tutti i NYesi adorino Central Park. E' l'anima buona della città: un polmone verde nel cuore della metropoli, teatro di centinaia di manifestazione culturali per 12 mesi all'anno, un luogo così ricco di vitalità e sfaccettature da sorprendere sempre i suoi visitatori. Quello che probabilmente non sapete è che tutti i NYesi sono segretamente innamorati del loro parco di quartiere. E ce n'è veramente un numero: lo snobbissimo Bryant Park, Battery Park sulla punta meridionale di Manhattan, Park Slope e Prospect Park a Brooklyn e chi più ne ha più ne metta.

Il parco del mio quartiere si estende lungo la sponda occidentale di Manhattan e si chiama Hudson River Park - dal nome del fiume che lo costeggia. Io si vede che non faccio eccezione e mi piace della grossa. Insomma niente a che vedere con la distesa infinita del Great Lawn o il tuffo nella natura del Ramble ma l'Hudson River Park ha il suo perchè.
Anzitutto gli scorre accanto il fiume, cosa che favorisce l'abbronzatura e assicura una bella visuale sui grattacieli del New Jersey. Se poi uno ci si mette d'impegno voltandosi verso downtown si scorge anche la Statua della Libertà, mica pizza e fichi.
In secondo luogo l'offerta di hot dog e schifezze annesse se la batte con quella dei migliori parchi della città.
Terzo, per gli appassionati del genere, c'è un lungo (lunghissimo) percorso vita che consente di fare jogging per km e km senza mai voltarsi - sempre che si provi piacere a sfiatarsi per poi essere facilmente superati da un83enne con i rollerblade.
Quarto, l'ente che gestisce il parco qualche bella iniziativa - soprattutto d'estate - riesce a organizzarla: cinema all'aperto, concerti gratuiti (quello dei Blonde Redhead è saltato per un temporale mannaggia) e qualche serata maranza con musica da discoteca.

Poi ci sono anche i contro: il senso di inferiorità e piccolezza nei confronti dei Chelsea Boys che esibiscono i fisici da superumani passeggiando sul pontile con costumi improbabili; il rischio di essere calpestati dai jogger scatenati o falciati da qualcuno con i pattini; e soprattutto le macchine che sfrecciano sulla west-end avenue a 20m di distanza.
Ma tutto sommato è il mio parchetto e non lo cambierei :)

4 giugno 2008

3 53rd time lucky

Dopo 52 proiezioni sold-out consecutive (cinquantadue!!) alla mezzanotte e mezza di domenica scorsa sono finalmente riuscito a infilarmi al Chelsea Clearview per vedere il film di Sex and The City. Nonostante il rammarico per il fatto che mia sorella sia riuscita a vederlo prima di me nel multisala di Treviglio, i sospetti instillati da recensioni tutt'altro che entusiaste, e con tutti i dubbi per le disastrose trasposizioni cinematografiche di molte serie tv (da Starsky & Hutch a Miami Vice) il film mi è piaciuto un sacco.

Soprattutto perchè non ha la pretesa di essere un film con tutti i crismi ma si accontenta saggiamente di essere un puntatone di SATC da 2h e 15. Il finale che la serie inspiegabilmente non aveva avuto: noi lo volevamo, l'abbiamo aspettato con pazienza e poi ce ne siamo goduti ogni minuto.

3 maggio 2008

0 da Blossom ci si torna sempre volentieri

Il Blossom è una piccola chicca all'incrocio tra la nona e la 21esima.

Il ristorante è ospitato all'interno di una villetta a 2 piani e per entrare occorre proprio suonare al campanello. Al pian terreno c'è la sala più grande con una decina di tavoli ed una bella atmosfera calda e conviviale nonostante gli arredi eleganti. Se, invece, avete voglia di un po' di intimità con un po' di fortuna potete accomodarvi al secondo piano dove c'è un delizioso prive' con tanto di (finto) caminetto.
Occhio se vi piace la carne perchè il menù è rigorosamente vegano ma - se non siete integralisti della bistecca al sangue- non è neanche detto che ve ne accorgiate. Al posto di centrifugati, minestrine insipide ed erbacce amarognole troverete autentici tripudi di seitan e tempeh, scaloppine di soia, la migliore pasta sfoglia mangiata fuori dal confine e una carta dei dolci da sturbo.
Il vino è molto buono ed il conto per niente salato visti gli standard newyorkesi - meno di 30$ per un primo e un dolce (compresa la tip).

10 aprile 2008

4 walking in the street

Questa città si racconta da sola, il narratore deve solo prendere appunti.

Dopo il lavoro, approfittando delle giornate che si sono allungate, invece di tornare a casa ho deciso di fare una passeggiata per il mio quartiere.
In rapida successione ho incrociato: un ragazzetto con l'intera parte superiore del corpo tatuata (su quella inferiore non so dire), un tizio che l'ha fatta sul marciapiede (ma siccome era una personcina per bene si è portato la carta igienica), 2 travestiti, una nana ispanica, una lesbica con i peli sulle gambe più lunghi dei miei (lesbica è una mia supposizione), un cameriere in mini-gonna e una tizia (la più folle di tutte) che si allenava per la maratona e anzichè preoccuparsi della respirazione cantava a squarciagola successi pop.

E poi c'ero io. Mica diverso da tutti gli altri.

1 marzo 2008

0 Traslocarello

Post rapido rapido dal pavimento del mio nuovo appa mentre aspetto il fantomatico Carlos - tuttofare messicano k per fare le pulizie e montarmi 2 mobili mi ha scucito l'equivalente di una cena da Savini.


In compenso vi chiedo: ma quanto NYese è la mia nuova via, quanto NYese è !!

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