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11 aprile 2010

16 jogging parents

Come sapete, porto avanti da tempo una coraggiosa campagna partigiana contro i fanatici del jogging che tengono in pugno questa citta'. Siccome ho capito che se li prendo di petto non ho scampo sto lavorando ai fianchi e cominciando a screditare alcune delle sotto-categorie + abiette di questa maggioranza arrogante e dittatrice. Abbiamo gia' parlato di quelle anime tristi che corrono sotto la pioggia ma, dopo un pomeriggio passato al parco, sono riuscito a individuare una seconda categoria addirittura piu' melliflua e pericolosa.
E badate bene che, per il momento, qui si adotta ancora una linea perdonista...che a voler essere un pochino piu' intransigenti ce ne sarebbero di casi umani da mettere in mezzo.

Tipo quelli con il rantolo sandro-ciottiano che ti chiedi se schietteranno prima della prossima curva; oppure quelli con una squadriglia di 3 cani grandi come manzi che di correre non potrebbero avere meno voglia; o quelli che loro sono a piedi e i loro amici in bicicletta (che - resti tra di noi - secondo me i loro amici mica se li vorrebbero portare dietro) ; o quelli che tu stai camminando tranquillo, loro ti sorpassano sgomitando infastiditi di trovarsi un pedone tra le balle ma , dopo 10 minuti, tu che sei andato avanti del tuo passo te li ritrovi che strisciano miseramente tentando di arrivare a una fontanella.
Potrei prendermela anche con loro ma invece no, perche' io sono uno che perdona. Pero' c'e' una categoria così degenere e snaturata che neanche facendo un atto di estrema carita' cristiana gliela si potrebbe far passar liscia.

Si tratta dei jogging parents: quei genitori che corrono come dei forsennati sulla pista ciclabile spingendo le carozzine dei loro pargoli, anzi tecnicamente brandendole come degli arieti per farsi largo tra i poveracci che gli capitano vicini. La mia domanda e' una sola: perche'? Gia' c'hai un figlio piccolo che ha bisogno di tutte le tue cure e attenzioni. Correre dovrebbe essere l'ultima cosa che ti passa per il cervello ma se proprio, proprio senti questo desiderio irrefrenabile e a stare fermo ti brucia il pistolino (o la pipirilla) perche', dico perche' ti devi portare dietro il pupo nel passeggino. Non sto neanche a fare l'elenco degli eventuali pericoli di sfrecciare a 100 all'ora trascinandosi un bambino di poche settimane in mezzo a orde di ciclisti della domenica e skater spericolati con il fiume Hudson e le sue acque fetide che se ne stanno lì a neanche un paio di metri. Ma anche fosse la cosa + sicura del mondo la vera domanda resta sempre la stessa. Che senso c'ha?

19 luglio 2009

14 20 miglia

Premetto che sono assai orgoglioso di essermi finalmente costretto a fare dell'attivita' all'aria aperta - avevo scritto "sport" ma obiettivamente mi sembra una parola eccessiva per una biciclettata. Comunque, ridendo e scherzando ieri mi sono fatto 20 miglia (abbondanti) lungo l'Hudson River, che per chi non è familiare con le conversioni sono piu' di 30km.
Partenza verso le 3 del pomeriggio all'altezza della 43esima dove ho noleggiato la bici da quegli amorevoli lestofanti di Bike and Roll, che tra assicurazioni, waiver, cazzi e mazzi alla fine della giornata mi hanno spillato la bellezza di $41 + $50 di deposito che - dice - mi verranno riaccreditati tra una settimana.
Poi su a pedalare fino a sopra la linea della 190esima dove ci sono Tryon Park e i Cloisters. Io sono solito dire che Manhattan alla fin fine e' un paesotto + piccolo di Milano ma mi dimentico sempre che sopra la centesima strada praticamente c'è una seconda citta' (peraltro + estesa della prima).

La biciclettata mi e' passata bene. Non tanto per quelle storie che lo sport ti fa bene anche all'anima, che se liberi le energie ritrovi l'equilibrio e la serenita', che il sudore lava via le preoccupazioni. Queste teorie, cari miei, me le dovete ancora dimostrare! Dopo il primo esperimento mi sento di confermare, invece, una realtà + lapalissiana: l'attività fisica stanca!

Comunque, stavo dicendo che la biciclettata mi è passata bene e la ragione è il contesto eccezionale in cui ti trovi a pedalare con il panorama che cambia completamente ogni 10 isolati. Lungo la strada ho incrociato: una porta aerei della marina militare ; un aquilotto (che visto in volo suscita ammirazione, a terra - da fermo - rispetto ma che se cammina sembra un pollo) ; decine e decine di playground... alcuni professionali e alcuni che si tenevano su con lo scotch ; frotte di latinos grassi fino all'impossibile, con la musica a palla ad affumicare il lungo fiume con dei barbeque selvaggi ; il piccolo faro rosso torreggiato dal Washington Bridge proprio come nel racconto per bambini...e un'altra miriade di odori, colori, sensazioni che ci vorrebbe qualcuno + bravo a scrivere per rendere l'idea. Straconsigliato a chi a NY ci vive e anche a chi è solo di passaggio.

16 agosto 2008

0 Parcheggiando

Non è un segreto che tutti i NYesi adorino Central Park. E' l'anima buona della città: un polmone verde nel cuore della metropoli, teatro di centinaia di manifestazione culturali per 12 mesi all'anno, un luogo così ricco di vitalità e sfaccettature da sorprendere sempre i suoi visitatori. Quello che probabilmente non sapete è che tutti i NYesi sono segretamente innamorati del loro parco di quartiere. E ce n'è veramente un numero: lo snobbissimo Bryant Park, Battery Park sulla punta meridionale di Manhattan, Park Slope e Prospect Park a Brooklyn e chi più ne ha più ne metta.

Il parco del mio quartiere si estende lungo la sponda occidentale di Manhattan e si chiama Hudson River Park - dal nome del fiume che lo costeggia. Io si vede che non faccio eccezione e mi piace della grossa. Insomma niente a che vedere con la distesa infinita del Great Lawn o il tuffo nella natura del Ramble ma l'Hudson River Park ha il suo perchè.
Anzitutto gli scorre accanto il fiume, cosa che favorisce l'abbronzatura e assicura una bella visuale sui grattacieli del New Jersey. Se poi uno ci si mette d'impegno voltandosi verso downtown si scorge anche la Statua della Libertà, mica pizza e fichi.
In secondo luogo l'offerta di hot dog e schifezze annesse se la batte con quella dei migliori parchi della città.
Terzo, per gli appassionati del genere, c'è un lungo (lunghissimo) percorso vita che consente di fare jogging per km e km senza mai voltarsi - sempre che si provi piacere a sfiatarsi per poi essere facilmente superati da un83enne con i rollerblade.
Quarto, l'ente che gestisce il parco qualche bella iniziativa - soprattutto d'estate - riesce a organizzarla: cinema all'aperto, concerti gratuiti (quello dei Blonde Redhead è saltato per un temporale mannaggia) e qualche serata maranza con musica da discoteca.

Poi ci sono anche i contro: il senso di inferiorità e piccolezza nei confronti dei Chelsea Boys che esibiscono i fisici da superumani passeggiando sul pontile con costumi improbabili; il rischio di essere calpestati dai jogger scatenati o falciati da qualcuno con i pattini; e soprattutto le macchine che sfrecciano sulla west-end avenue a 20m di distanza.
Ma tutto sommato è il mio parchetto e non lo cambierei :)

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