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Visualizzazione post con etichetta Pausa Pranzo. Mostra tutti i post
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26 febbraio 2010

13 vegano splatter

Brava gente i vegetariani.
Non solo perche' le intenzioni sono nobili ma anche perche' - come si dice qui - "you gotta feel for those guys". Voglio dire: niente prosciutto, niente salame, mai un hamburger...io non c'avrei mai tanta forza di volonta'! E i vegani, che mi dite dei vegani? Niente parmigiano sulla pasta, niente poached eggs per il brunch della domenica.
Pero', c'e' un pero' !
Sotto il mio nuovo ufficio c'e' questo take-away che si chiama Loving Hut, dove fanno roba gran ghiotta...e vegana per l'appunto.
Ecco, che cosa puoi dire di male di una piccola catena di fast food vegani, no profit, dove ogni locale e' a gestione familiare e che fa pure il mangiare buono? Niente, direte voi
Sì niente, pero' lasciati dire che se io sono tranquillo in coda ad aspettare il mio veggie burger e tu mi fai vedere sullo schermo della tv un video truculento con gli animali della fattoria sottoposti a ogni genere di tortura, sofferenza e atrocita', a mio modesto parere, non fai proprio proprio una genialata. Primo, perche' io - che sono persona media, anzi diciamo anche media tendente al sensibile - piu' che dispiacermi per le povere bestie mi incazzo che mi hai fatto passare la fame. Secondo, la prossima volta prima di tornare ci penso 2 volte e te non solo perdi i miei soldi (che e' quello che ti interessa meno) ma anche l'occasione di un confronto + costruttivo e di espormi ancora al tuo modo di far da mangiare.
Insomma facciamo a capirci: io vegetariano presumibilmente non lo diventero' mai, vegano men che meno ma se come dici sul menu', riducendo del 20% il mio consumo di carne, faccio un gran bene al mondo io ci posso anche stare. Tu, pero', smettila di fare il vegetariano splatter

15 dicembre 2009

8 viva la zuppa

Sono il primo a dire che l'idea della zuppetta al fast food non e' delle piu' invitanti. E infatti per un anno e rotti me ne sono tenuto diligentemente alla larga...fino a quando mi hanno convinto per la prima volta a entrare da Hale and Hearty e mi sono convertito. Si tratta di una catena con una ventina di punti vendita ai 4 angoli della citta' e - come nel caso di Duane Reade e Ricky's (di cui parlavo qui e qui) - per me resta un po' un mistero che un caso di successo così clamoroso a livello locale ancora non si sia esteso al resto degli Stati Uniti.
Il segreto di questo successo e' presto detto: le zuppe sono buonissime. Ogni giorno si puo' scegliere tra almeno una ventina di opzioni da una selezione infinita di oltre 100 ricette. Rispetto a come siamo abituati a farle noi, le zuppe sono generalmente piu' salate e di maggiore consistenza per via dell'uso massiccio di latte, panna e patate.
Le mie preferite sono il sweet corn chowder (che e' leggermente + estiva), la 3 lentil chilli (veramente porca) e naturalmente - immancabile in cima alla classifica - la mia amata new england clam chowder.


6 ottobre 2009

6 costumati e scostumati

In pausa pranzo ho fatto una scappata al pop-up store di Ricky's che e' spuntato qui all'angolo per buttare un occhio sui costumi di Halloween.
Tra gli altri vi segnalo: il Tinky Winky, il One Big Boob (con il superfluo consiglio di acquistarne 2 e girare insieme ad un amico), il Bernie Maddoff, un sacchettone di patate con appaccicato un cartellino che diceva Good in The Sack (che adesso e' un po' lunga da spiegare pero' fidatevi che e' una battuta) e perlomeno 10 versioni del costume di Star Trek.
Facciamo che per adesso continuo a cercare

13 agosto 2009

0 caffe' e cioccolato

Concludo il trittico su Bryant Park con questa chicchetta per gli amanti del caffe'...e del cioccolato. Trovare un espresso decente a New York e' impresa titanica. Normalmente si oscilla dall'acqua sporca ai fondi zuccherati. Pensate al mio giubilo quando ho trovato questo baretto sul lato sud del parco dove non solo servono un dignitoso caffe' Illy ma hanno anche ogni ben di dio di cioccolato.
Si chiama Lily O'Brien (con una l sola, che se ce ne mettete 2 finite in un pub del village) e a dire il vero ha tutte le caratteristiche del locale da sciuretta. Salottino chiccosino, scatole di cioccolatini con i fiocchi fru fru ad ogni angolo e quell'atmosfera da casalinghe disperate che ciacolano con le amiche prima di passare a prendere i figli a scuola. Ah sì, e' l'altra cosa buffa e' che si tratta di una catena irlandese...che da quanto ne so io l'Irlanda non e' famosa ne' per il caffe' ne' per il cioccolato. Fatto sta che il caffe' e' buono, il cioccolato anche di + e la mia pausa pranzo un po' migliore.

12 agosto 2009

1 Bryant Park - update

Update dal dorato mondo di Bryant Park.
Oggi in pausa pranzo ho battuto un temibile bancario giocando stranamente meglio di rovescio che di diritto mentre sullo sfondo Carol Alt farneticava su quanto e' dura la vita della modella e delle esperienze che l'hanno aiutata a crescere.
...un paio di volte ho avuto la netta impressione che Carol si fermasse per guardarmi giocare

12 novembre 2008

8 Gossip Guy

Stamattina dietro al mio ufficio giravano un episodio di Gossip Girl. E qui mi piacerebbe cominciare a raccontare una storiella divertente di me che mi fiondo sul set, strappo autografi divincolandomi tra le guardie del corpo e mi faccio fotografare con il cast. E invece no! Il vostro palbi se ne resta nel cubicolo fino all'1 e mezza sommerso dal lavoro e quando finalmente riesce a mettere fuori il naso le riprese sono praticamente finite. Tempo 10 minuti e stanno già smontando il set, le roulotte degli attori si allontanano sulla seconda e il quartiere si spopola.
Questa settimana non me ne va una dritta

7 ottobre 2008

14 Obika a NY

Obika, che andrebbe scritto con l'accento lungo sulla a (se lo trovassi sulla tastiera), rappresenta una specie di piccola istituzione a Milano. E' il primo e piu' famoso mozzarella bar della città, buono un po' per tutte le occasioni dal brunch della domenica all'aperitivo infrasettimanale. La mozzarella è strepitosa, la lista dei vini alla fine se la batte e la location in Brera e' di quelle che per un motivo o per l'altro finisci sempre per passare di lì...insomma tutti gli ingredienti di un successo. Io stesso ero un frequentatore non proprio assiduo ma senz'altro affezionato.
La notizia fica è che oggi passeggiavo per la Madison e a sorpresa mi sono trovato davanti la loro insegna. Il bancone è già allestito quindi credo che l'apertura di un corner nella piazza al coperto del civico 590 sia questione di giorni
So che i miei colleghi a Sesto San Giovanni probabilmente mi odieranno ma il primo pensiero che mi è passato per la testa è stato più o meno questo: "finalmente un'alternativa per il pranzo". La mente umana (o almeno la mia) è fatta strana e per quante alternative tu abbia a disposizione ti sembra sempre di mangiare le stesse cose. Probabilmente si tratta di una sorta di reazione alla paura ancestrale di non avere di che sfamarsi, una rivendicazione del proprio diritto alla pancia piena. E non importa se a un tiro di schioppo dall'ufficio ci sono più alternative di quanti giorni ci sono in un mese: il thailandese dove fanno quella deliziosa zuppetta al cocco, la + tradizionale delle steak house, la locanda giapponese che ti inganna con quell'aspetto dimesso, il chioschetto degli hot-dog e delle schifezze assortite, il macrobiotico, eccetera, eccetera, eccetera, etc... E' più forte di te! Per quanti siano ne vorrai sempre uno in più. Magari quel posto dove servono la mozzarella

22 luglio 2008

0 Hello Kitty

Statue giganti di Hello Kitty invadono Park Avenue all'altezza della 53esima.
Un po' inquietanti ma comodissime come panchine per la pausa pranzo

15 febbraio 2008

0 R E S P E C T

Immaginate di essere in un locale a sgargarozzarvi un hot dog e una coca-cola formato gigante. In sottofondo un juke-box con le canzoni di Happy Days e intorno un'andirivieni di gente un po' incazzata che si affretta a tornare in ufficio. E poi all'improvviso succede. Un attimo di silenzio e poi la voce calda di Aretha, che suona la carica: R-E-S-P-E-C-T.


E adesso cominciate a immaginarvi i camerieri che lasciano i vassoi sui tavoli, iniziano a battere le mani per aria e poi si mettono in riga in mezzo al locale ballando la coreografia più tamarra del decennio.Un tripudio di saltelli, sculettate, anche un piccolo accenno del "Saturday Night" di Whigfield per chi se lo ricorda. Leggendari !


E non vi racconto delle reazioni ai tavoli: madri di famiglia che perdono il controllo e si mettono a toccare il sedere del capo cameriere, compiti uomini d'affari che si uniscono ai festeggiamenti facendo la ola dai divanetti, una negrona di 130 kg ma agile come una libellula che improvvisa un assolo. A questi gli si può dire tutto però bisogna riconoscere che hanno troppo il senso dello show. Oops ho detto troppo. Da più parti mi ammoniscono perchè ne abuso. Gomennasai !

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