rss
twitter

Visualizzazione post con etichetta manhattan. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta manhattan. Mostra tutti i post

19 luglio 2009

14 20 miglia

Premetto che sono assai orgoglioso di essermi finalmente costretto a fare dell'attivita' all'aria aperta - avevo scritto "sport" ma obiettivamente mi sembra una parola eccessiva per una biciclettata. Comunque, ridendo e scherzando ieri mi sono fatto 20 miglia (abbondanti) lungo l'Hudson River, che per chi non è familiare con le conversioni sono piu' di 30km.
Partenza verso le 3 del pomeriggio all'altezza della 43esima dove ho noleggiato la bici da quegli amorevoli lestofanti di Bike and Roll, che tra assicurazioni, waiver, cazzi e mazzi alla fine della giornata mi hanno spillato la bellezza di $41 + $50 di deposito che - dice - mi verranno riaccreditati tra una settimana.
Poi su a pedalare fino a sopra la linea della 190esima dove ci sono Tryon Park e i Cloisters. Io sono solito dire che Manhattan alla fin fine e' un paesotto + piccolo di Milano ma mi dimentico sempre che sopra la centesima strada praticamente c'è una seconda citta' (peraltro + estesa della prima).

La biciclettata mi e' passata bene. Non tanto per quelle storie che lo sport ti fa bene anche all'anima, che se liberi le energie ritrovi l'equilibrio e la serenita', che il sudore lava via le preoccupazioni. Queste teorie, cari miei, me le dovete ancora dimostrare! Dopo il primo esperimento mi sento di confermare, invece, una realtà + lapalissiana: l'attività fisica stanca!

Comunque, stavo dicendo che la biciclettata mi è passata bene e la ragione è il contesto eccezionale in cui ti trovi a pedalare con il panorama che cambia completamente ogni 10 isolati. Lungo la strada ho incrociato: una porta aerei della marina militare ; un aquilotto (che visto in volo suscita ammirazione, a terra - da fermo - rispetto ma che se cammina sembra un pollo) ; decine e decine di playground... alcuni professionali e alcuni che si tenevano su con lo scotch ; frotte di latinos grassi fino all'impossibile, con la musica a palla ad affumicare il lungo fiume con dei barbeque selvaggi ; il piccolo faro rosso torreggiato dal Washington Bridge proprio come nel racconto per bambini...e un'altra miriade di odori, colori, sensazioni che ci vorrebbe qualcuno + bravo a scrivere per rendere l'idea. Straconsigliato a chi a NY ci vive e anche a chi è solo di passaggio.

17 ottobre 2008

4 Troppo un fico

Vi volevo solo dire che ieri un tizio e' arrivato su questo blog cercando su google "un genio a manhattan". Troppo un fico (beniaminus ?)

14 settembre 2008

4 Block Party

Manhattan di solito vince a mani basse la sfida con Brooklyn. Almeno per il sottoscritto.
Ma se c'è una cosa che ha da invidiargli sono i block party. Interi quartieri che scendono per strada a fare baracca. Traffico bloccato, musica pompata a palla, la birra che scorre a fiumi, i bambini che scorazzano in bicicletta, improbabili ciccione sudamericane che si scatenano in balli proibiti e un'aria di festa in cui tutti sono i benvenuti. Alla faccia di tutti quei discorsi sui vicinati anonimi delle grandi metropoli.

14 giugno 2008

2 di ritorno dalla spesa

Mi affretto verso casa dove mi aspetta una conf call con un tizio che è evidentemente più scemo di me per il solo fatto di aver accettato di fissarla il sabato mattina. Nel frattempo mi sfila davanti il consueto spettacolo della città e dei suoi improbabili abitanti. Una ragazzina di 17 anni o giù di lì con delle ali da fata sulla schiena passeggia con aria sognante, un donnone con una gamba sola preferisce appoggiarsi alle stampelle anzichè farsi spingere su una sedia perchè credo si senta più libera così, il mio vicino di casa gongola camminando al fianco della sua ultima conquista. E io qualche volta, come oggi, sento di averlo un posto in tutto questo

21 maggio 2008

4 Hearst Tower

La Hearst Tower è un edificio di 46 piani all'angolo tra la 57esima e l'ottava. Oltre a essere fichissima sul piano del design è anche uno dei primi edifici della città ad avere la certificazione di Green Building
E'stato stimato che la struttura a diagrammi della facciata consente un risparmio del 20% sui materiali rispetto ad una classica struttura perimetrale - per un ammontare di 20,000 tonnellate di acciaio



3 maggio 2008

0 da Blossom ci si torna sempre volentieri

Il Blossom è una piccola chicca all'incrocio tra la nona e la 21esima.

Il ristorante è ospitato all'interno di una villetta a 2 piani e per entrare occorre proprio suonare al campanello. Al pian terreno c'è la sala più grande con una decina di tavoli ed una bella atmosfera calda e conviviale nonostante gli arredi eleganti. Se, invece, avete voglia di un po' di intimità con un po' di fortuna potete accomodarvi al secondo piano dove c'è un delizioso prive' con tanto di (finto) caminetto.
Occhio se vi piace la carne perchè il menù è rigorosamente vegano ma - se non siete integralisti della bistecca al sangue- non è neanche detto che ve ne accorgiate. Al posto di centrifugati, minestrine insipide ed erbacce amarognole troverete autentici tripudi di seitan e tempeh, scaloppine di soia, la migliore pasta sfoglia mangiata fuori dal confine e una carta dei dolci da sturbo.
Il vino è molto buono ed il conto per niente salato visti gli standard newyorkesi - meno di 30$ per un primo e un dolce (compresa la tip).

19 aprile 2008

0 non credo che mi ci abituerò

Dovrei ragionevolmente averci fatto il callo. Ma come si fa a non stupirsi tutte le volte quando il centro del mondo è nel tuo isolato o giù di lì ?

Oggi entro in una piccola galleria, come ce ne sono tante anche a Brera. Ho una missione: scoprire quali sono le markettone sopravvalutate che verranno vendute alle parvenue della città per decine di migliaia di dollari e quali i piccoli capolavori underground che tra 10 anni staranno sui libri di scuola.
Invece alle pareti trovo quadri che sui libri di scuola ci stanno già: capolavori di Warhol, un disegno in gesso di Keith Haring, qualche Mirò e persino degli schizzi di Picasso. Da far fatica a crederci. E poi c'era questo dipinto di Ron English. Fantastico vero!

12 aprile 2008

0 Dietro l'arco di Washington Square

Il cielo è grigio ed il cantiere è ancora aperto ma in Washington Square gli alberi sono già fioriti dietro al grande arco.

I ragazzi ebrei escono dalla funzione del sabato con la kippà sulla testa mentre le ragazze si sono vestite da grandi - come da noi purtroppo non si fa più. Gli studenti giapponesi della New York University, intanto, fanno un gran casinò con un grosso tamburo e danzano in girotondo suscitando gli sguardi divertiti dei passanti ed il terrore di uno scoiattolo.

Dalle bancarelle sale l'odore delle pannocchie abbrustolite e di specialità cinesi d'ogni tipo. Vedo una mela caramellata e mi viene la tentazione di assaggiarla ma poi ci ripenso.

Ho l'impressione di essere in un libro dove l'autore ha messo tutti gli elementi al posto giusto. Ma la trama non c'è

10 aprile 2008

4 walking in the street

Questa città si racconta da sola, il narratore deve solo prendere appunti.

Dopo il lavoro, approfittando delle giornate che si sono allungate, invece di tornare a casa ho deciso di fare una passeggiata per il mio quartiere.
In rapida successione ho incrociato: un ragazzetto con l'intera parte superiore del corpo tatuata (su quella inferiore non so dire), un tizio che l'ha fatta sul marciapiede (ma siccome era una personcina per bene si è portato la carta igienica), 2 travestiti, una nana ispanica, una lesbica con i peli sulle gambe più lunghi dei miei (lesbica è una mia supposizione), un cameriere in mini-gonna e una tizia (la più folle di tutte) che si allenava per la maratona e anzichè preoccuparsi della respirazione cantava a squarciagola successi pop.

E poi c'ero io. Mica diverso da tutti gli altri.

5 aprile 2008

0 back (from) home

New York mi ha fatto trovare una splendida giornata di primavera...probabilmente sapeva del mio ritorno

18 marzo 2008

0 res-TOUR-ant

Accade spesso che i viaggi di lavoro si trasformino in autentici tour de force culinari.
La recente visita del mio capo e di un mio collega certamente non è stata un'eccezione.

Queste le tappe principali di una pantagruelica 3 giorni

1. Sushisamba
Felice contaminazione della cucina giapponese con i sapori di centro e sud america. Sicuramente meno chic del milanese Finger's ma assai più allegro e caciarone.

2. STK
Club aggressivo travestisto da steak house nel cuore dell'iper trendy Meat Packing District. Bistecche saporite ed eccellente vino italiano

Amatissimo ristorantino di cucina australiana ricavato all'interno di un vecchio magazzino industriale di Nolita. Imperdibile il risotto rosso al profumo di barbabietola e tartufo.

Belle ragazze, qualche celebrity e un brunch sostanzioso in un'unica location. Rischiate di fare una lunga fila ma ne vale la pena

Quanto di più vicino a una pizza italiana troverete a Manhattan. A pochi metri dai teatri di Broadway

8 marzo 2008

2 One day in the life

3 cose che ho scoperto quest'oggi.

Quando piove e tira il vento ti puoi anche rassegnare perchè l'ombrello è inutile. Ma mica perchè la pioggia arriva di traverso e ti bagno lo stesso. Quello è il meno! Ti puoi rassegnare perchè non esiste ombrello che resista al vento di Manhattan quando da una street ti immetti su una avenue. La gente comunque si ostina...forse perchè lottare tentando di non farselo strappare via alla fin fine è divertente.

Il mio allarme antincendio va in bamba quando cucino. E mo' che si fa? Me ne sbarazzo definitivamente contravvenendo al rigidissimo regolamento condominiale, tolgo le batterie ogni volta che accendo i fornelli oppure mi converto definitivamente al delivery. Per ora ho tolto le batterie ma francamente è la soluzione più noiosa.

Quando non scrivo per qualche giorno sul blog mi viene da pensare che è perchè non ho cose da metterci. Ma non è affatto vero perchè poi mi ricordo che a me piace un sacco scrivere di cazzate come queste. E' solo il tempo che manca.

2 marzo 2008

0 Sgranocchiando cereali

Appena tornato dalla colazione della domenica.

Alla mia sinistra pranza una di quelle famiglie che sembrano uscite dalla pubblicità.
Papà, mamma e 2 bimbe di 4 o 5 anni, indisciplinate come dei teppistelli ma vestite di rosa dalla testa ai piedi come delle barbie. La madre, di un paio d'anni più giovane di me, ha il terzo genito già nella pancia e indossa un mini-abito verde scuro da far ricredere chiunque dica che una donna incinta non può essere sexy.

Alla mia destra una coppia di lesbiche dall'aspetto un po' aggressivo intente ad accarezzarsi le braccia e guardarsi negli occhi miagolando fitte fitte tenerezze e confidenze.

Tutto intorno un gran chiacchiericcio che si confonde con la musica, qualche risata un po' sopra le righe, camerieri e cameriere non abbastanza belli per sfilare in passarella ma troppo fichi per servire a un tavolo nel mondo reale.

Ed io mi sgranocchio dei cereali pensando che amo questa città

1 marzo 2008

0 Traslocarello

Post rapido rapido dal pavimento del mio nuovo appa mentre aspetto il fantomatico Carlos - tuttofare messicano k per fare le pulizie e montarmi 2 mobili mi ha scucito l'equivalente di una cena da Savini.


In compenso vi chiedo: ma quanto NYese è la mia nuova via, quanto NYese è !!

26 febbraio 2008

0 Mi sento così


...anche se obiettivamente molto più funky

19 febbraio 2008

7 Ticket for NY

Si avvicina il momento di lasciare la mia stanzetta nel loft delle meraviglie per entrare nel nuovo appartamento: un bilocale che tutto sommato sa il fatto suo al confine tra Chelsea ed il West Village e che soprattutto ha l'immenso vantaggio di non essere equipaggiato con fastidiosi coinquilini.

Purtroppo il solo pensiero di arredarlo mi fa venire il mal di testa.
Voi lo sapete...non ci sono portato per niente. E poi sono insicuro in questo genere di cose.
Quindi miei cari ho deciso di mettere in palio un fantastico soggiorno a NY - dove per soggiorno si intende proprio vitto e alloggio per una settimana nel mio soggiorno - a chi se ne viene fuori con i migliori consigli.

L'appartamento è come lo vedete qui sotto (non sto a raccontarvi la fatica per disegnare la piantina in power point), il budget è pochino e io oltre a poco propositivo sono anche un po' cagacazzo. Ma so che nascosto in almeno un paio di voi c'è un interior designer - anzi un paio di voi sono proprio interior designer se non ricordo male.

Vah la, voi cominciate a suggerire che cmq il soggiorno in soggiorno è aperto a tutti :-)




30 gennaio 2008

2 tranqui mamma. C'è l'ascensore

Tutti i blogger emigranti dedicano il loro primo post alla mamma e non sarò io a fare eccezione
Quindi mamma stai tranquilla! Non c'è niente da temere qui

Manhattan è un posto sicuro.
E i newyorkesi si sentono così tranquilli che il mio vicino - un arzillo fotografo poco più che 60enne che si è fatto una fama tra gli altri inquilini per aver immortalato Pamela Anderson in una copertina di Playboy - non bada neppure a chiudere la porta a chiave quando esce di casa. Se ne va a zonzo per la città e lascia tutto aperto come si faceva da noi quando c'era il duce

La verità, però, è che per arrivare sul piano bisogna eludere la sorveglianza di un sofisticatissimo ascensore di terza generazione - che a un mese buono dal mio arrivo non ho ancora capito come usare. Ed infatti è proprio qui che entro in gioco io come deus ex machina, l'uomo mandato a manhattan per risvegliare questi piccoli borghesi dal loro torpore capitalista e ricordargli che la fuori c'è un mondo duro. C'è chi affronta la paura tutti i giorni e la sconfigge con coraggio, arrivando anche a chiudere a chiave la porta se è necessario.

Pare che qualcuno l'altro ieri si sia dimenticato di bloccare l'ascensore e uno sconosciuto si sia introdotto sul piano vagando per i loft incustoditi. Io ho un sospettato, ma non dico niente. In fondo sono quello nuovo

Snap Shots

Get Free Shots from Snap.com
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...