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Visualizzazione post con etichetta ristoranti. Mostra tutti i post
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17 dicembre 2009

14 la pizza piu' migliore

Vi dico subito che la pizza a me fa abbastanza schifo.
Unico motivo per cui scrivo questo post e' che sono animato da un malevolo spirito di competizione nei confronti di tfm e del suo inviato a Francia 2fm che ha recentemente visitato la migliore pizzeria di Parigi. Nelle righe che seguono intendo dimostrare in maniera scientifica e inequivocabile che la migliore pizzeria di media capitale di grande paese (che sarebbe Parigi per chi non e' familiare con il gergo tfmese) gli fa un baffo alla migliore pizzeria di capitale del mondo (che sarebbe NY) e che quindi in ultima analisi a NY e' sempre tutto + migliore, tie'.

Dicevo che a me la pizza fa abbastanza schifo, ma non e' neanche che mi fa schifo...e' che dopo 2 bocconi mi da' la nausea. Il perche' di questa cosa l'e' un po' un mistero ma escludo si tratti di avversione al carboidrato o allergia al glutine che di pane, pasta e focaccia ne consumo assai e con piacere. Se qualcuno ha la stessa mia problematica si faccia avanti così condividiamo il nostro dolore e vediamo se si viene a capo del mistero.

Se in genere la pizza non mi piace, figuratevi cosa posso pensare della pizza di NY. Che sia Brooklyn pie o Manhattan slice (per un approfondimento su questa fondamentale distinzione vi rimando a questo video) di solito per me l'unica cosa che hanno in comune e' che la pizza fa cacare. Lombardi a Soho, Joe's Pizza nel West Village...give me a break! Piu' famosa e' la pizzeria e peggio e' perche' alle pizze schifide si aggiunge pure la beffa di attese interminabili e code assolutamente ingiusticate.

Insomma il quadro generale e' sconfortante ma per fortuna c'e' pure un'eccezione che se no mi toccava alzare bandiera bianca a tfm e dichiarare la superiorita' transalpina (jamais !)
Trattasi di Luzzo's, pizzeria - ovviamente italiana - su 1st avenue e 11a nell'east village.
La pizza e' buona buona, purtuttavia la pizza a francia mica l'ho assaggiata, quindi mi fido del parere di tfm e su questo punto mettiamo una salomonica x.
Le ragioni per cui Luzzo e' + migliore ve le esplicito qui di seguito.
Punto primo: appena entro becco una modella e un modello così famosi ma così famosi che quando li vedi dici subito "Ah ma guarda e' proprio quella lì di..., e lui invece..." Non vi metto la foto per non violare la loro privacy,eh...e poi secondariamente anche perche' i nomi dei modelli uno mica ce li sa e quindi non so come fare la ricerca su google (eh eh). Fatto sta, caro tfm che non penso proprio che nella pizzeria a francia ci fossero super-modello e super-modella, anche perche' se stavano a NY non potevano certo stare a francia, no?
Punto secondo: a pochi metri da Luzzo ci sta il Coyote Ugly...sì sì quel Coyote Ugly lì, quello vero. Il Coyote Ugly (quello lì, quello vero) mica ha ancora aperto alla fermata di Censier Daubenton caro tfm, o mi sbaglio? No se mi sbaglio dimmelo eh, che io pubblico subito la smentita.
Punto terzo: quando sono andato da Luzzo eravamo un gruppo di 6 ma io conoscevo solo una persona. Ecco, una delle altre ha pensato bene di cogliere l'occasione per annunciare ai suoi amici che aspetta un bambino con il povero palbi tutto imbarazzato che non sapeva cosa fare in mezzo a quel tripudio di abbracci e felicitazioni: abbraccia pure lui la sconosciuta (rischiando di apparire invadente) o fa finta di niente (rischiando di apparire cinico) ? Io scommetto che lì a francia, quando era nella pizzeria, a tfm mica e' capitata un'occasione lieta e imbarazzante come questa perche' si sa che il tasso di natalita' a media capitale e' molto + basso che a capitale del mondo.

E qui finisco. Le argomentazioni mi sembrano schiaccianti, tfm. S-c-h-i-a-c-c-i-a-n-t-i
Luzzo e' piu' migliore e a francia arrancano (parbleu)

21 novembre 2009

10 cucina spagnola

Prima facevo un po' di ordine nel portafoglio, attivita' che consiste fondamentalmente in 3 cose: 1) chiedersi sconsolato perche' dei $100 prelevati ieri ne rimangono misteriosamente soltanto 20, 2) setacciare il taschino delle monete alla ricerca di preziosissimi quarters da usare nella laundry e 3) dividere i biglietti da visita nelle categorie lavoro e tempo libero.

Mentre ero alle prese con quest'ultima operazione mi e' venuto in mente che e' tantissimo tempo che non parlo di cibo e ristoranti: un po' perche' ultimamente ho mangiato a casa assai piu' spesso, un po' perche' non e' che abbia fatto esperienze gastronomiche da hall of fame. Ma siccome questo blog oltre a una blaterante raccolta di pensieri personali e a un prestigioso corso di inglese per corrispondenza ha sempre cercato di essere anche una mezza guida alla citta' (per imbranati) facciamo che colmo subito la lacuna raccomandandovi un paio di locali. E facciamo anche che per mantenere un po' di filo conduttore parliamo di cucina spagnola

Degustation: micro-ristorante da 30 posti a sedere che propone specialita' spagnole a piccoli assaggi (come suggerisce il nome). Atmosfere trendy? Check Servizio cordiale ? Check Piatti sfiziosi e di gran gusto? Check Check...Come le tortillas con uova di quaglia e scalogno o il filetto d'agnello con contorno di funghi, barbabietole e hashbrown di patate. Pero' attenzione a non imboccare la porta sbagliata perche' allo stesso numero civico (e gestito dalla stessa coppia di proprietari) c'e' il Jewel Bako: ristorante di sushi di qualita' clamorosa ma anche dai prezzi clamorosamente inflazionati.

Oliva: tecnicamente la cucina qui non e' spagnola ma basca. Dettaglio abbastanza secondario perche', a dirla tutta, non e' che si mangi granche' bene in questo allegro localino all'angolo tra Houston e Allen. In compenso, si fa perdonare per un sacco di buone ragioni come l'ottima sangria e quell'atmosfera di gran festa che c'e' sempre...che se non vi divertite e' perche' siete dei mangia tristezza. Non guasta neppure che si trovi alla giuntura tra East Village e Lower East Side e quindi lasci aperte un sacco di alternative per il dopocena.

1 agosto 2009

3 cucina italiana II (tentativi di riabilitazione)

Prosegue pazientemente il mio tentativo di riabilitare la cucina italiana made in NY, bistrattata in un vecchio post. Tra i promossi c'e' questo ristorantino romagnolo di Soho che si chiama Bianca.
Premesso che vi dovete preparare a fare la fila per entrare (perchè non accettano prenotazioni), ricordare di fare bancomat (perchè non accettano carte di credito), rassegnare a stare gomito a gomito con quelli del tavolo accanto e stare attenti a quello che scegliete dal menù (sia per qualità sia per i prezzi), ecco dicevo - con le debite premesse - quasi sicuramente uscirete soddisfatti.
La fila c'e' ma il buon Giorgio un modo x infilarvi dentro lo trova sempre, della carta di credito per una sera si può anche fare a meno, la clientela è bella abbastanza x non farti rimpiangere di stare gomito a gomito con il tavolo accanto e il menù, nonostante qualche passo falso, ha sicuramente delle chicche come l'antipasto di carciofi e prezzemolo fritti. In generale il consiglio è di attenersi ai piatti semplici e ai sapori ricchi della tradizionali (carciofo, cavolo, salsiccia) piuttosto che andare sul pesce. Perchè poi a pensarci bene, anche per la mia esperienza, che i romagnoli siano gente di mare è un assunto ancora tutto da dimostrare

26 luglio 2009

2 'inoteca

Qualche post fa vi raccontavo un po' rassegnato che e' difficile trovare dei buoni ristoranti italiani a New York.
Va un po' meglio quando dai ristoranti si passa alle enoteche. Per esempio c'e' questo locale del Lower East Side, all'angolo tra Ludlow e Rivington, che si chiama 'Inoteca.
Una nutrita lista di vini con opzioni che vanno bene per tutte le tasche assieme ad un menu' semplice semplice basato su un'ottima selezione degli ingredienti e ricette facili della tradizione italiana. Si puo' scegliere tra 12 diversi tipi di bruschetta (quella alle cipolline e timo e' la mia preferita) e devo dire che oggi ho mangiato un gratinato di verdure che mi ha sorpreso per quanto era buono.
In + la zona e' assolutamente hip (proprio di fronte alla popolarissima birreria Spitzer) sia per il brunch della domenica, che per lo struscio del sabato sera.

30 maggio 2009

6 cucina italiana

Di ristoranti italiani ce n'e' tanti buonissimi. La maggior parte si trova in quella penisola dell'Europa meridionale dalla curiosa forma a stivale. Qui a New York assai meno.
Ultimamente sono stato in 3 diversi ristoranti italiani tutti dalle parti dell'Hudson River, 1 nel Meatpacking, uno nel Village e uno a Soho (non faccio i nomi ma almeno sapete da dove tenervi alla larga).
Tutto bello: le location vicine al fiume, l'ambiente curato e non pretenzioso che gli americani se lo scordano, il servizio cordiale, i proprietari simpatici, la clientela fica, l'atmosfera divertente.
Il problema? Che poi ti portano anche da mangiare

13 aprile 2009

2 per ristoranti

Mi hanno detto che è da un po' che non faccio un bel post sui ristoranti dove ho mangiato.
A dire il vero a me pare un po' strano perchè mi sembra di non parlare mai d'altro...cmq eccovi accontentati

Friend of a Farmer: dopo aver provato per mesi a infilarmi per brunch ci sono andato a cena. Come portare la campagna nel cuore della metropoli! E' un'improbabile riproposizione di un cottage rurale con tanto di camino, sassi a vista e carta da parati a solo un paio di isolati da Union Square. Cibo è di sostanza (pure troppo) e molto saporito

Morimoto: delusionissima! Uno dei ristoranti giapponesi più quotati della città alla fine riserva un menù sciapino e pretenzioso. La cosa + bella è il cesso robotico made in Japan al piano di sotto dove puoi sceglierti la temperatura della tazza e l'intensità dello schizzo

Buddakan: uno di quei posti che esistono soltanto a NY. Location mirabolante...praticamente il salone da ballo di un palazzo imperiale. E il menù (che non è neanche troppo caro) è ampiamente all'altezza. Naturalmente si tratta di cucina asiatica con ricette di carne e pesce ma anche qualche (delizioso) piatto vegetariano. Il contorno di carotine io me lo sogno ancora adesso da quant'era buono

Spice Market: altra location spettacolare nel cuore del Meatpacking District. Menù eclettico con ricette dai 4 angoli dell'Asia e pietanze rigorosamente da condividere con i commensali. Forse un tantinello turistico e certamente un po' inflazionato ma fa sempre la sua figura. Soprattutto per i piatti di pesce

Tarallucci e Vino: nome azzeccatissimo per un localino senza troppe pretese dove si beve volentieri un bicchiere e si mangia cucina italiana semplice semplice. Io sono stato a quello in St. Mark Pl ma credo ce ne sia un altro a Union Square

Knickerbocker: steak house del west village con 30 anni di attività alle spalle ma ancora popolarissima grazie alle bisteccone gigantesche e all'atmosfera conviviale. Qualche volta ci fanno anche muica dal vivo

8 marzo 2009

3 cucina molecolare

La cucina molecolare e' una sorta di disciplina a meta' tra la scienza e la gastronomia che consiste nel trasformare ingredienti comuni secondo processi chimici e fisici inusuali.
Questo qui per esempio era + o - l'aspetto delle eggs benedict che ho mangiato l'altra sera al wd-50 di Clinton Street:



Tuorlo trasformato in una specie di gelatina gommosa


Albume buttato nell'olio bollente per formare cubetti croccanti


La fetta di bacon + sottile e fragile che abbia mai visto


Il giudizio complessivo non e' cattivo ma neanche entusiasta
  • Gusti insoliti...anzi no gusti noti ma con "consistenze" (texture) sorprendenti
  • Porzioni assai + sostanziose di quanto i piatti desolatamente vuoti facessero temere (tanto gusto concentrato in poco spazio)
  • Presentazione originali e divertenti (perche' l'occhio vuole la sua parte)
  • Prezzi non proprio iniqui ma comunque alti
Insomma, per conto mio, una di quelle cose che una volta va provata ma 2 anche no

28 ottobre 2008

8 Dall'Italia

Ogni viaggio, anche se breve, ha i suoi ricordi...per esempio questi qui:
  • Mio padre che al casello dell'autostrada ringrazia cerimonioso la vocina elettronica, pensando di avere a che fare con una persona in carne ed ossa
  • Il pianto disperato della mia nipotina di 2 anni che quando mi ha visto era così contenta che tra una lacrima e un singhiozzo gridava "mandatelo via, mandatelo via"
  • La solita interminabile partita a Bao finita nel cuore della notte con una cocente sconfitta
  • Un improbabile viaggio in macchina con mia sorella cantando a squarciagola i classiconi sanremesi degli anni Ottanta
  • Gli aperitivi milanesi, perchè qui a NY sul tema specifico ne hanno ancora da imparare
  • Il meraviglioso vitello in crostone di Casa Borella sul Naviglio Grande
  • Una botta lancinante all'osso sacro scivolando dal bidet e un taglietto in piena fronte con sangue che scorre a fiumi(ciattoli) dopo aver sbattuto contro un'anta della cucina. Ma non potevo nascere meno maldestro?

22 agosto 2008

4 Vino e chiacchiere

Bella serata tra vino e chiacchiere assieme ad un collega (sì finalmente ho anche dei colleghi) e alla sua donna. Prima al 44&X - chicchetta di Hell's Kitchen che vale il conto un po' salato - e poi all'Osteria del Circo, distaccamento meno formale del leggendario Le Cirque. A farsi compagnia al tavolo con i proprietari, tutti toscani doc.
Summertime and the living is easy

3 maggio 2008

0 da Blossom ci si torna sempre volentieri

Il Blossom è una piccola chicca all'incrocio tra la nona e la 21esima.

Il ristorante è ospitato all'interno di una villetta a 2 piani e per entrare occorre proprio suonare al campanello. Al pian terreno c'è la sala più grande con una decina di tavoli ed una bella atmosfera calda e conviviale nonostante gli arredi eleganti. Se, invece, avete voglia di un po' di intimità con un po' di fortuna potete accomodarvi al secondo piano dove c'è un delizioso prive' con tanto di (finto) caminetto.
Occhio se vi piace la carne perchè il menù è rigorosamente vegano ma - se non siete integralisti della bistecca al sangue- non è neanche detto che ve ne accorgiate. Al posto di centrifugati, minestrine insipide ed erbacce amarognole troverete autentici tripudi di seitan e tempeh, scaloppine di soia, la migliore pasta sfoglia mangiata fuori dal confine e una carta dei dolci da sturbo.
Il vino è molto buono ed il conto per niente salato visti gli standard newyorkesi - meno di 30$ per un primo e un dolce (compresa la tip).

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