
La ragazza qui sopra non e' quella che si definisce una fuoriclasse.
Atleta dai mezzi fisici abbastanza modesti (la scheda ufficiale dice 1.66m di altezza per 64kg di peso ma fidatevi che sono di meno).
I nervi d'acciaio non ce li ha mai avuti se considerate che ha perso le prime 8 finali disputate in carriera e a tutt'oggi c'ha un record mediocre di 4 su 14.
E neanche piu' una di primo pelo che quest'anno si va per i 30, in un mondo tradizionalmente dominato dalle teen-ager.
Una vita da mediano
Pero' una cosa che c'ha la Francesca Schiavone e' una passione sincera, incontenibile, contagiosa per quello che fa. Ama il tennis incondizionatamente, e' grata per tutte le opportunita' che questo sport le ha dato nella vita e si sente nata per giocare. Gliel'ho sentito dire 100 volte, anche in momenti non sospetti, anche quando navigava nelle retrovie della classifica. E anche se non gliel'avessi mai sentito dire e' evidente da come scende in campo: non e' una campionessa che intimidisce le avversarie, non e' un mostro di lucidita' che gioca sempre il colpo giusto al momento giusto, ma e' una leonessa che sputa sangue e ci mette l'anima.
Oh certo che oggi non ha mica vinto il Roland Garros solo per la sua passionaccia...e mica tutti quelli che hanno una passionaccia ce la fanno nella vita. Le ha detto tutto bene, le stelle erano allineate tutte nella maniera giusta !
Ma che bello e' che, per una volta, a farcela sia stata una così: una come noi ma con una passionaccia brutta.









