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8 settembre 2008

4 Chiude il vecchio paese delle meraviglie

Oggi ha chiuso i battenti, dopo decenni di onorata attività, Astroland il parco dei divertimenti di Coney Island. Costi di gestione troppo elevati, vistoso calo di affluenze e noi che oramai siamo abituati a sognare soltanto in digitale. Resteranno in attività la grande ruota panoramica e le montagne russe del Cyclone. Un pezzo di storia che se ne va...forse per sempre, forse solo per un po'

7 settembre 2008

0 Questione di testimonial

Se Bill Gates sceglie una strategia pubblicitaria alla Giovanni Rana scendendo in campo in prima persona per il nuovo spot Microsoft, c'è da pensare che Apple cominci un po' a infastidire il colosso di Redmond



Nello spot insieme a lui c'è Jerry Seinfeld, protagonista dell'omonima, popolarissima sit-com trasmessa sulla Fox tra l'89 ed il 98

6 settembre 2008

3 nostalgia

Navigando a caso tra i blogroll sono capitato qui e la musica è partita a tradimento



Improvvisamente, inaspettatamente, incredibilmente mi è presa un po' di nostalgia. Un sacco, ma adesso passa

0 Kafka on the shore

La mia lettura dell'estate è questo bel romanzo di Haruki Murakami, intitolato Kafka on the Shore. Due storie che si intrecciano in un mondo disegnato sul confine pericolante che separa l'introspezione psicologica dalla fantasia del mito. Un adolescente che cerca se stesso ad ogni costo ed un vecchio che prima di spegnersi deve compiere un ultimo decisivo atto. Entrambi guidati da un dipinto che racchiude il loro passato e da una canzone che sembra tracciare il loro futuro. Anche se passato e futuro in questo caso sono le 2 facce di un destino comune

0 Aspettando Hanna

Seduto in salotto in attesa di Hanna, la tempesta tropicale che ha fatto disastri ad Haiti, qualche danno in Florida e che qui a NY arriverà declassata a temporalone di fine estate. Stiamo a vedere

1 settembre 2008

1 Season IV

Poco più di un'ora alla season premiere della nuova serie di Prison Break. Detto tutto !

4 US Open

Che figata, ieri ho esaudito uno dei miei sogni di bambino: passare una giornata agli US Open di tennis. Mi sveglio alle 8 pimpantissimo, faccio una colazione leggera e poi salto sulla linea 7 della metropolitana in direzione del Queens per raggiungere dopo circa 40 minuti il complesso sportivo intitolato alla leggendaria Billie Jean King
Ed è subito come entrare in una specie di paese dei balocchi per gli appassionati di tennis. 20 forse 30 campi con i campioni che si allenano letteralmente a 2 metri di distanza da te; migliaia di persone che sciamano da una parte all'altra indecise se prendere posto sugli spalti, fare la fila per un autografo o mangiare l'ennessimo hotdog; aria di festa ed eccitazione. Imponente al centro della struttura si staglia l'Arthur Ashe Stadium che con i suoi 25,000 posti a sedere è il teatro di tutti i match più importanti. Io sono seduto nel loggione a uno degli angoli del campo - posizione fantastica per seguire gli incontri. Apertura di giornata con la serba Jelena Jankovic, brevemente al nr 1 delle classifiche nel corso dell'estate. Partita difficile opposta a una delle promesse del circuito - la 18enne danese Wozniacki - da cui Jankovic viene fuori giocando meglio i punti importanti nel secondo e terzo set.
A seguire il momento più atteso. Scende in campo Roger Federer, probabilmente il più grande campione nella storia di questo sport. E lo dimostra anche oggi alternando colpi devastanti a giocate di precisione e fulminee discese a rete. Una prova davvero spettacolare che ha lasciato a bocca aperta tutti i presenti - compreso l'avversario - il malcapitato Stepanek demolito in 3 set e poco più di un'ora. E per finire ho avuto anche il piacere di tifare un italiano - Andreas Seppi - che se la vedeva con l'idolo di casa Andy Roddick. Temevo di trovarmi in decisa minoranza negli spalti (24,999 contro 1) mentre con mia grande sorpresa il pubblico si è diviso quasi equamente tra i 2 giocatori...forse per quella propensione che hanno gli americani a stare dalla parte dell'underdog. Seppi è bravo a imbrigliare la potenza di Roddick con il suo gioco ordinato ma nei momenti decisivi gli viene a mancare la lucidità e cede in 3 set equilibrati.
E poi arriva il momento di tornare a casa. Un'ultima breve passeggiata tra i campi minori dove adesso si allenano i junior, una pallina raccolta da dietro una siepe che si trasforma in un prezioso souvenir e un po' di nostalgia

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