Oggi parliamo di saluti, un tema che, prima o poi, qualsiasi corso di lingua (persino questo) deve affrontare. Note in liberta’ senza nessuna pretesa di completezza…ok, prima di arrivare alle 10ima lezione magari e’ il caso che smetta anche di ripeterlo
Come stai non interessa a nessunoL’espressione + comune x salutarsi e’
“How are you doing ?” (oppure una delle sue varianti:
“How is it going?” , “How are you ?” , “How do you do?” ). Ecco, anche se all’apparenza sembra una domanda, in realta’ non lo e’ affatto. A meno che l’interlocutore non lo chieda con un’intonazione particolarmente accorata o inquisitiva, si tratta di un semplice
“SALVE” e in quanto tale bisogna rispondere facendo eco con un altro
“How are you doing?”. Insomma come state non interessa a nessuno
Mai troppo presto per una buona notteNon so bene cosa prescriva il galateo, ne’ quale sia esattamente la regola grammaticale ma vi posso dire con un discreto margine di sicurezza che se – per via dell’orario – siete indecisi su come congedarvi dal vostro interlocutore, con un
“Have a good night” vi levate quasi sempre dagli impicci. All’incirca direi che dalle 3 e mezza / 4 in poi si puo’ augurare la buona notte senza esitazioni. Suona strano ma fidatevi che e’ così
Aspetta e speraSpesso per congedarsi si usa l’espressione
“See you later” che NON vuol dire “Ci vediamo DOPO”. Il dopo in questione infatti e’ un concetto MOLTO MOLTO vago che puo’ voler dire un’ora, un giorno o qualche mese. Il modo + corretto di tradurlo (e di utilizzarlo) quindi e’ semplicemente come un
“Arrivederci”. Perche’ prima o poi ci si vedra’ ma quando non e’ dato di sapere