
Ad ogni modo, ieri sera, ho visto Up in the Air che - a dire il vero - si e' pure rivelato una mezza delusione: insomma, nomination all'Oscar scippata.
Il film una cosa intelligente la fa - e la fa pure bene - che e' quella di mettersi in relazione diretta con l'attualita' e portare all'interno della storia in maniera organica e non pretestuosa il tema della recessione. Gia' per una pellicola del filone romantico direi che non e' poco di questi tempi ma non posso neanche dire che mi aspettassi di meno da Jason Reitman, che e' il regista di Juno e Thank you for Smoking.Vi posso anche confermare che George Clooney e' molto bravo - come spesso gli succede - nel ruolo di un uomo con una carriera di successo e gran carisma ma una vita privata inesistente...apparentemente per scelta, in realta' piu' per sua poca vocazione a stare con gli altri.
Il problema, pero', e' che nello sviluppo narrativo di una storia ci sono sempre dei momenti in cui ci si gioca tutto e il film, secondo me, fa cilecca in ben 3 momenti chiave, in uno addirittura sfiorando il ridicolo (e dico io...1 passi, 2 va beh, ma 3 allora sei stronzo).
Nel complesso passabile ma pas de quoi.

