Che è diventato un ristoro quotidiano dagli strilli della rete, in questo periodo di lune alterne.
Spero che non si offenda se lo cito perchè per me è proprio un grande.
È la pelle che decide.
Il cervello è un alambicco che distilla ragioni all'incontrario e il cuore già fatica a fare girare il fango nelle vene. I polmoni hanno abbandonato tempo fa la loro gabbia -salbutamolo solfato si chiama ora la mia aria- e il fegato è in diatriba con il conte Camillo di Negroni. Dello stomaco non so nulla, se non quando lo sento stringersi in un pugno, e la milza tiene il ritmo dei miei passi incerti nella corsa.
Sarà l'intelligenza della pelle a decidere per me.


